Quest’anno l’Europa ha tre capitali

Dopo la sospensione del 2021, le città della Cultura 2022 sono Kaunas (Lituania), Novi Sad (Serbia) e Esch-sur-Alzette (Lussemburgo)

Gli altiforni riconvertiti di Belval a Esch-sur-Alzette (Lussemburgo), icona della città e attuale sede universitaria. Foto Emile Hengen Il Municipio di Novi Sad (Serbia). Foto V. Velickovic Uno spettacolo del New Baltic Dance a Kaunas (Lituania). Foto Martynas Plepys
Elena Franzoia |

Ritornano quei grandi volani di rigenerazione urbana e attrazione turistica che sono le Capitali Europee della Cultura. Vista infatti l’eccezionalità della situazione sanitaria scatenata dal Covid-19, Consiglio e Parlamento Europeo si erano visti costretti a ridisegnare il calendario con la Decisione (Ue) 2020/2229 del 23 dicembre 2020, in cui si rilevava come «le città che detengono attualmente e deterranno in futuro il titolo di “Capitale Europea della Cultura” sono penalizzate più o meno gravemente, a seconda, soprattutto, dell’anno per il quale detengono il titolo. L’impatto sembra essere più forte per le due città detentrici del titolo nel 2020 e per le tre città che si preparano a detenerlo nel 2021, mentre l’impatto futuro sulle città che lo deterranno successivamente rimane indefinito».

Si era così deciso per la sospensione dell’ambita iniziativa durante tutto il 2021, a eccezione del prolungamento delle loro attività sino alla fine di aprile per le capitali uscenti Galway e Fiume, obbligate a spostare online gran parte della loro programmazione. Slittavano invece agli anni successivi le Capitali 2021, Novi Sad al 2022 ed Eleusi e Timișoara al 2023. Ora l’evidente speranza di un controllo più capillare e gestibile della pandemia porta le tre città designate per quest’anno (oltre alla serba Novi Sad, Esch-sur-Alzette in Lussemburgo e Kaunas in Lituania) a iniziare fin da gennaio le loro attività, interamente previste in presenza a partire dalle grandi feste inaugurali.

Kaunas modernista
Seconda città lituana, Kaunas ha scelto come motto «Dal temporaneo al contemporaneo». Obiettivo principale è la trasformazione da realtà nostalgica e reclinata sul passato a città dinamica, in crescita e aperta al futuro. Di fondazione trecentesca, Kaunas è stata infatti capitale temporanea della Lituania tra 1919 e 1940, dotandosi di un patrimonio di circa 6mila edifici modernisti di cui è stata chiesta l’iscrizione al Patrimonio Unesco. Kaunas ha inoltre dato i natali al fondatore del Gruppo Fluxus Jurgis Mačiūnas.

Dopo questo periodo d’oro la città ha però vissuto un periodo di stagnazione, causa di un inarrestabile esodo giovanile. Kaunas2022 si propone quindi come palcoscenico di rilancio internazionale grazie a un programma di oltre mille eventi tra cui 40 festival, 60 mostre, 250 eventi di arti performative e 250 concerti, che vedono il coinvolgimento di 141 città del mondo e oltre 2mila artisti. Spiccano le mostre monografiche dedicate a William Kentridge («Quello che non ricordiamo»), Yoko Ono («The Learning Garden of Freedomx»), Marina Abramovic («Memoria dell’essere») e la mostra internazionale «Modernismo per il Futuro 360/365», che espone l’esito di 17 progetti d’arte contemporanea site specific realizzati, oltre che a Kaunas, nelle città moderniste di Brno, Tel Aviv, Leopoli e Leida.

I principali eventi si accorpano nella «Myth of Kaunas Trilogy», 3 weekend che ricordano le principali aree tematiche di Kaunas2022. «The Confusion» (19-23 gennaio) affronta problemi irrisolti inerenti la memoria e il patrimonio collettivo, «The Confluence» (20-22 maggio) elementi di debolezza come la mancanza di cooperazione interdisciplinare e la «fuga di cervelli», «The Contract» (25-27 novembre) la possibile strutturazione di una nuova consapevolezza collettiva basata sulla partecipazione.

Novi Sad, «Atene serba»
Città sul Danubio dal dna cosmopolita e multietnico, l’«Atene serba» ha quasi raddoppiato gli investimenti in infrastrutture permanenti a servizio della comunità richiesti dalla nomina a Capitale Europea della Cultura. 60 milioni di euro sono stati infatti destinati a restauro, realizzazione e sviluppo di spazi culturali, tra cui la Scuola di Musica e Balletto (che possiede ora la prima sala da concerto della città), il Distretto Creativo (fino al 2017 completamente devastato), i New Places (piccoli spazi pubblici realizzati con processi partecipativi e la collaborazione dell’Ordine degli Architetti), otto nuove stazioni culturali, il Sobborgo della Fortezza di Petrovaradin e il centro storico.

Lo slogan scelto da Novi Sad 2022 è «4 New Bridges», che esprime la volontà di strutturare nuove modalità di cooperazione e scambio tra la Serbia e il resto d’Europa basate su valori come i diritti umani, la multiculturalità, la coscienza ambientale e la pace. Ogni ponte è suddiviso in due «arcate/unità tematiche». Libertà si articola in «Doček» e «Migrazioni», Arcobaleno in «Futuro dell’Europa» ed «Eroine», Speranza in «Fortezza della pace» e «Danubio», Amore in «Caleidoscopio della cultura» e «Altra? Europa».

Gli eventi proposti sono più di 1.500, mentre 4mila sono gli artisti coinvolti provenienti da 45 Paesi. Tra le caratteristiche di NoviSad2022 il connubio arte-scienza, che valorizzerà le figure di Mileva Maric Einstein, Milutin Milankovic e Nikola Tesla. NoviSad2022 ha vinto, prima realtà dell’Est, l’European Trend Brand of the Year 2021 nell’ambito degli European Cultural Brand Awards 2021.

Remix Esch-sur-Alzette
Seconda città del Lussemburgo, dal passato minerario e industriale, Esch-sur-Alzette si è associata a 18 Comuni francesi e lussemburghesi allo scopo di reinventare con prospettiva transfrontaliera e multiculturale l’area della Lorena settentrionale. Tema prescelto è «Remix Culture», che si propone di analizzare la rivoluzione operata dalle tecnologie digitali.

Cuore del progetto sono quattro mostre. «Remix Yourself/Remix Identity» (febbraio-maggio), prodotta in collaborazione con il Zentrum für Kunst und Medien (Zkm) di Karlsruhe, esaminerà i cambiamenti a cui il digitale sta sottoponendo il concetto stesso di identità personale, mentre «Remix nature» (giugno-agosto), in collaborazione con la Haus der Elektronischen Künste (HeK) di Basilea, esaminerà i legami tra tecnologia, cultura e natura, esplorando la nozione di Antropocene. La collaborazione con il festival Ars Electronica di Linz consentirà in autunno la realizzazione di «Remix Art», che affronterà il ruolo dell’arte e dell’artista nell’era digitale. L’anno si concluderà con «Perspectives of Europe» (dicembre), mostra immersiva e multimediale che cercherà di intuire il mondo che verrà.

Esch2022 sarà anche l’occasione per lanciare a livello internazionale il nuovo polo culturale L’Arche di Micheville, che prosegue la riconversione a fini culturali di ex siti industriali, di cui rimangono esemplari gli altiforni di Belval, icona della città e attuale sede universitaria.

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