Quel diritto è meraviglioso ma complesso

Valeria Foresi, direttrice della sezione Olaf della Siae «Privando gli autori dei loro diritti, si creerebbe un impoverimento culturale della società»

Valeria Foresi, direttrice della sezione Olaf (Opere Letterarie e Arti Figurative) della Siae
Arianna Antoniutti |

Valeria Foresi (Livorno, 1975) dal gennaio 2018 è a capo della Sezione Olaf della Siae che tutela le opere letterarie e delle arti visive (pittura, scultura, grafica e fotografia). Le abbiamo chiesto quali azioni e strumenti di intervento la sua direzione applica nella tutela del diritto di seguito e del diritto d’autore.

Dalla sua nomina, lei si è particolarmente impegnata nella regolamentazione del diritto di seguito. Ciò ha portato, nel febbraio 2019, alla pubblicazione sul sito della Siae del Vademecum sull’applicazione del Dds (Droît de suite). Quali sono stati gli effetti della pubblicazione di tali linee guida?
Il Vademecum è stato concepito per fornire uno strumento operativo a beneficio dei professionisti del mercato dell’arte e ha cercato di fare chiarezza su un diritto che presenta notevole complessità. Nel documento abbiamo ricercato il miglior punto d’equilibrio tra semplicità e approfondimento analitico per la sua massima fruibilità. Ma il documento vuole anche esprimere la volontà concreta della Siae di favorire il dialogo con gli utilizzatori su principi di chiarezza e trasparenza. Purtroppo l’emergenza pandemica esplosa nei primi mesi del 2020 non ha consentito agli Uffici Siae di disporre nel medio termine di dati omogenei, che consentano di estrarre numeri coerenti con quel quadro di conoscenza diffusa, favorito dal Vademecum.


Mentre il Dds rientra nelle funzioni svolte dalla Siae per legge, nel caso delle riproduzioni di opere la Siae agisce in forza del mandato conferitole dagli artisti o dai loro aventi diritto. Come operate in questo secondo caso e quali strumenti utilizzate?
Nella legge a tutela del diritto d’autore, scritta con grande chiarezza ottant’anni fa (Legge 22 aprile 1941, n. 633, Ndr), si rinvengono gran parte delle disposizioni che disegnano le funzioni assegnate alla Società tra le quali quelle di cui all’art. 182 bis, che attribuisce alla Siae, unitamente all’Autorità per le garanzie nelle comunicazioni, la facoltà di vigilanza nel campo delle attività legate al diritto d’autore. Il repertorio delle arti figurative è gestito principalmente dagli uffici centrali; la sezione Olaf verifica la corretta esecuzione delle licenze e monitora il mercato sia fisico sia online. L’obiettivo strategico resta quello di intercettare quanto più possibile le utilizzazioni abusive. Segnalo il controllo svolto dai miei uffici in materia di contrassegni per i libri che la Siae rilascia agli editori librari, il costante rapporto con i titolari dei diritti dai quali pervengono spesso segnalazioni preziose e i nostri controlli puntuali effettuati presso librerie e mostre d’arte.

Merita di essere segnalato il portale dedicato alle arti figurative che la Siae mette a disposizione nella sezione dei servizi online del proprio sito istituzionale. Attualmente è in fase di ulteriore implementazione per favorire la massima fruibilità da parte degli utilizzatori. La logica del portale rappresenta un cambio rispetto al passato, quando i licenziatari erano costretti a un’istruttoria lunga e onerosa, sia per loro stessi, sia per i nostri uffici. Quanto alle attività di licensing, asse portante delle nostre funzioni, la Siae nel 2018 ha riveduto il Compendio delle norme e dei compensi del diritto di riproduzione nel campo delle arti figurative sempre a fini di semplificazione. Lo scenario pandemico impone di tener conto anche delle sopravvenute esigenze del mercato e stiamo valutando ulteriori interventi. Questo diritto meraviglioso e complesso si arricchisce quasi ogni giorno di nuove modalità di utilizzazione che esigono dalla sezione da me diretta un costante impegno di analisi e di regolamentazione. Appassionante ma oneroso. Nei casi di omesso pagamento dei diritti, la Siae applica adeguate penali, commisurate a fini di deterrenza delle utilizzazioni abusive.


Nel marzo scorso, in una giornata di studio online organizzata da Amaci e dedicata al rapporto fra musei d’arte contemporanea e diritto d’autore, il suo intervento verteva sulla tutela del diritto di riproduzione delle opere d’arte con particolare riguardo alle istituzioni museali. Qual è la vostra politica di collaborazione con i musei?
Da sempre la Siae è consapevole della finalità ultima del diritto d’autore di assicurare condizioni eque e di facile accesso a chi utilizza le opere e garantire il giusto compenso del lavoro intellettuale e creativo dell’autore svolgendo anche una funzione di stimolo alla crescita culturale. Sentiamo la necessità di coniugare le esigenze, talora contrapposte, da un lato del diritto di accesso ai contenuti e dall’altro della salvaguardia della tutela degli artisti. Le istituzioni museali, seppure costituiscano una categoria di utilizzatori che merita la massima attenzione in quanto soggetti depositari del patrimonio storico artistico del Paese, svolgono un ruolo di utilizzatori con riferimento al diritto di riproduzione, poiché il diritto di esposizione non è oggetto di normativa da parte dell’ordinamento italiano.


Nel mondo digitale è possibile trovare un bilanciamento fra le prerogative degli autori e l’accessibilità gratuita e rapida delle immagini?
È il centro focale delle nostre riflessioni. La fruizione digitale dei contenuti offre nuove disponibilità di accesso sempre più facile, ma racchiude anche il rischio che il dibattito pubblico si concentri sul diritto alla più ampia accessibilità e dimentichi la necessità essenziale che la creatività debba essere sostenuta. Questo vuol dire preservare le fonti della creatività futura. Dobbiamo garantire agli artisti un compenso adeguato, che assicuri loro la possibilità di vivere della propria attività creativa. Le opere dell’ingegno sono un contributo irrinunciabile alla società e al progresso.


Qual è oggi la posizione della Siae rispetto all’utilizzo in editoria delle immagini soggette a diritto d’autore? Che cosa pensate della licenza gratuita in assenza dello scopo di lucro? Anche qui: come tutelare sia il diritto d’autore sia l’attività editoriale?
Il diritto d’autore è il diritto di chi crea le opere a ricevere il giusto compenso. La gratuità della fruizione non può essere una deroga a questo principio perché è nella fruizione in se stessa e non nelle sue modalità esplicative che l’autore ha la possibilità concreta di vedersi riconosciuto un compenso. Per paradosso, se le condizioni di gratuità divenissero le sole consentite, il diritto d’autore scomparirebbe dal paradigma dei consumi culturali, con ovvie conseguenze sulle condizioni di vita degli autori: un impoverimento culturale della società. Perciò la legge italiana del 1941 aveva disposto alcune eccezioni e limitazioni che sono indicate in modo tassativo e non sono quindi suscettibili di interpretazione estensiva. L’art 70, comma 1, della legge citata non pone dubbi sulle condizioni nelle quali le eccezioni possono trovare applicazione: «Il riassunto, la citazione o la riproduzione di brani o di parti di opera e la loro comunicazione al pubblico sono liberi se effettuati per uso di critica o di discussione, nei limiti giustificati da tali fini e purché non costituiscano concorrenza all’utilizzazione economica dell’opera».

Se questa prima parte è di cristallina evidenza, nella seconda parte del comma si rinviene una discriminante in grado di sciogliere ogni dubbio: nel caso in cui le attività di cui sopra vengano effettuate «
a fini di insegnamento o di ricerca scientifica, l’utilizzo deve inoltre avvenire per finalità illustrative e per fini non commerciali». La finalità dell’utilizzatore è dunque l’elemento dirimente per definire il corretto ambito di applicazione dell’eccezione contemplata. Non si può negare che l’editoria libraria abbia per propria missione quella di produrre e vendere libri, anche nelle modalità più evolute del formato digitale e certamente, attraverso questa attività economica, gli editori librari contribuiscono in modo rilevante alla crescita culturale della società, ma la finalità didattica non può essere considerata prevalente su quella commerciale così da consentire licenze gratuite. Un conto sono le finalità didattiche complementari ad attività commerciali, un conto sono le finalità educative perseguite dalle agenzie istituzionalmente preposte all’insegnamento.

Ognuno può cogliere la differenza palmare che c’è tra l’attività educativa e didattica condotta da un insegnante con la propria classe di allievi, anche nella nuova dimensione della Dad, e le attività aventi a oggetto il commercio di prodotti funzionali a finalità didattiche che, seppure abbiano uno scopo alto di promozione culturale, perseguono prima di tutto una finalità economica e commerciale. La Siae, proprio nel rispetto della rilevanza e della peculiarità delle attività editoriali, ha predisposto tariffe diverse da applicare a utilizzazioni diverse. In conseguenza della crisi pandemica stiamo rivedendo ulteriormente i termini tariffari proprio per incontrare le legittime esigenze del comparto editoriale librario. Ancora una volta la difficoltà, che molti chiamerebbero la sfida, sta nel coniugare, con beneficio per tutti, l’accesso ai contenuti e la salvaguardia del lavoro creativo svolto dagli artisti. Ribadisco che questo è il senso profondo della missione della Società: il diritto d’autore, e la Siae con esso, vuole accompagnare la trasformazione della società, non certo ostacolarla.

Quanto all’attività editoriale, nessuno nega che la dimensione digitale ha inciso profondamente sugli assetti consolidati nell’era della cultura analogica e cartacea e ha imposto al comparto librario di ripensare se stesso come conseguenza dell’avvento ormai irreversibile dei soggetti aggregatori dei contenuti e della rivoluzione globale nella fruizione dei contenuti, prodotta dalle piattaforme. La Siae ha il compito, arduo ma appassionante, di trovare un equilibrio ragionevole e razionale in questo scenario in continuo mutamento. La finalità di contemperare i diversi interessi in campo è incisa nella sua storia e nella sua missione. Solo le soluzioni che contemperano in modo equilibrato le diverse esigenze possono risultare fruttuose.


Per l’editoria esistono facilitazioni, ad esempio per opere di studio con molte riproduzioni come le monografie o i cataloghi generali?
Anche in considerazione di questo tema specifico, la Siae ha ritenuto necessaria un’organica revisione del proprio Compendio normativo e tariffario in materia di arti figurative e ha investito cospicue risorse nel nuovo portale dedicato alla gestione online delle attività di licensing. Il nostro impegno è tutto volto alla trasformazione digitale delle nostre attività gestionali del diritto d’autore per adeguarci alle esigenze dei mercati. Anche il tema delle facilitazioni legate alle pubblicazioni specialistiche dotate di un ricco apparato iconografico è stato approfondito, predisponendo un sistema di scontistiche per molti ambiti editoriali di rilevante interesse: dall’editoria scolastica alla stampa periodica, ai cataloghi d’asta.


Sui diritti di riproduzione e la libertà di immagine si veda:
Libertà d'immagine: sì alle licenze, anzi no

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Arianna Antoniutti
Altri articoli in ECONOMIA