Quando l’ombra diventa ritratto: le silhouettes di González-Palacios

Alvar González-Palacios in occasione di un convegno all'Accademia di San Luca a Roma
Alessandra Ruffino |

«Amo l’indiscrezione, le raffigurazioni non sempre esatte, gli aneddoti, persino quelli solo verosimili», così Alvar González-Palacios introduce la sua raccolta di 56 silhouettes da poco pubblicate da Archinto. In nove sezioni (Anime iberiche, Comando e collezionismo, Principi del sangue, Donne al potere, Parole in ordine, Ritratti di artisti, Testimoni, Storici e critici d’arte e In posa) sono raggruppate delle «vicende scelte per capriccio, come accade ai ricordi o ai sogni che raramente seguono un ordine prestabilito». Si tratta di vicende il cui racconto serve all’autore per catturare con pochi tratti il carattere delle personalità più diverse: da Filippo II di Spagna a María Zambrano, da Caterina di Russia a Lord Byron, da Piranesi a Basquiat, da Madame du Deffand a Karen Blixen, da Fabrizio Clerici a Visconti.
Un esercizio della memoria che rende continuo omaggio a Proust, il gusto
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