Pronti per artgenève

Riparte la piccola ed esclusiva fiera svizzera che, grazie alle istituzioni e ai collezionisti locali, attrae colossi internazionali e gallerie nostrane

Uno scorcio dello stand di Thaddeus Ropac durante l’edizione 2023 della fiera artgenève. Foto Baptiste Janin
Monica Trigona |  | Ginevra

La vivace città di Ginevra, importante piazza finanziaria (la seconda della Svizzera) ma anche centro culturale cosmopolita, si prepara a ospitare dal 25 al 28 gennaio la dodicesima edizione di artgenève. Sono 80 le gallerie, tra arte moderna e contemporanea, pronte ad esporre la loro selezione artistica al Palaexpo, area fiere situata in periferia, vicino all’Aeroporto Internazionale della capitale del cantone. Il programma della kermesse guidata da Charlotte Diwan, precedentemente responsabile della comunicazione, prevede la partecipazione di diverse istituzioni e collezioni private oltre a nuove iniziative come «artgenève/sur-mesure», uno spazio che, strizzando l’occhio al progetto Unlimited di Art Basel, è dedicato alle opere di grandi dimensioni.

Circa 30 mostre personali, presentate da altrettante gallerie, saranno ammesse al Prix Solo artgenève - F.P.Journe, grazie al quale un’opera selezionata dallo stand vincitore del premio verrà acquisita e offerta a un’istituzione locale. Nell’elenco degli espositori, tra i nomi internazionali più celebri, spiccano Hauser & WirthPerrotinThaddaeus Ropac. Non mancano poi altre gallerie note come Almine RechEva Presenhuber, Mai 36 Galerie, Mennour e Templon, solo per citarne qualcuna.
Una veduta del Palaexpo, area fiere dove si svolge artgenève
E le italiane? La loro presenza si fa notare per numero e qualità: 10 A.M. ARTEnrico AstuniFranco NoeroMonica De CardenasP420Prometeo Gallery Ida PisaniGalleria PoggialiPrimo Marella GalleryTornabuoni Art, Maggiore g.a.m.M77 (a cui si aggiungono gallerie con sedi nel nostro Paese come Patricia Low Contemporary Richard Saltoun).

Christian Akrivos, direttore di 10 A.M. ART, che partecipa per la terza volta ad artgenève, parla di una «fiera di respiro internazionale con un numero limitato di gallerie, dovuto alla grande selezione da parte del comitato interno, alla quale partecipano da anni gallerie tra le più importanti a livello mondiale. Quest’anno infatti c’è anche Hauser & Wirth, per capirci. Ginevra è luogo strategico, in città hanno residenza molti dei collezionisti più importanti d’Europa». Inoltre, per la sua esperienza aggiunge che «le prime edizioni a cui abbiamo partecipato sono andate molto bene così, nel tempo, abbiamo consolidato, grazie a questa manifestazione, importanti relazioni con istituzioni e collezionisti. Io la considero per qualità e per visitatori una “piccola” Basilea».

Positivo è il giudizio di Franco Noero (che ha partecipato dal 2016 con la sola interruzione di un anno durante la pandemia) sul suo sviluppo negli anni: «La fiera è cresciuta in termini di qualità: delle gallerie partecipanti e certamente anche dei visitatori. È una fiera piccola, una “boutique fair” e questo è e deve essere considerato un suo punto di grande forza. Pur essendo piccola, appunto, è riuscita a prendere una posizione decisamente internazionale e ad attrarre via via un pubblico sempre più specializzato, colto e ben disposto al dialogo e confronto. Ginevra poi, con la presenza delle sue importanti istituzioni culturali, è un punto di attrazione forte e solido e non dimentichiamo la prossimità con le città francesi di Lione, Grenoble e tutto il Nord-ovest italiano».

Gli artisti esposti nel suo stand (da Anna Boghiguian a Mark Handforth, da Robert Mapplethorpe a Francesco Vezzoli) sono rappresentativi dell’anima e del programma della realtà torinese. Sul fatto che sia un’esposizione contenuta ma attraente non ha dubbi neppure Monica De Cardenas. «La fiera di Ginevra è piccola ma bella e ben organizzata, con un buon pubblico di collezionisti e istituzioni svizzere e francesi. Dato che oltre a Milano ho una galleria anche in Svizzera (a Zuoz presso St. Moritz) e rappresento alcuni importanti artisti svizzeri, per me è interessante farla. Questo per me è il terzo anno e l’anno scorso era andata bene. Porteremo opere di Stephan Balkenhol, Alex Katz, Franz Gertsch, Markus Raetz, Uwe Wittwer e altri».

Anche la bolognese P420 ha alle spalle alcune esperienze nella cittadina svizzera. Nel 2015 è stata la sua prima volta e dal 2021 sono seguite partecipazioni continuative. «Avendo molti clienti di base in Svizzera è un modo per incontrarli nuovamente e per stringere nuovi legami, puntualizza la direttrice Chiara Tiberio. Inoltre, a Ginevra abbiamo forti connessioni con le istituzioni locali con cui abbiamo collaborato per diverse mostre personaliIrma Blank nel 2019 e Laura Grisi nel 2022 entrambe al Mamco, e diverse mostre collettive al Cac. È sempre un piacere tornare a trovare i curatori e i direttori di istituzioni con cui si è felicemente collaborato. Quest’anno presenteremo artisti di diverse generazioni che utilizzano diversi media ma che ben rappresentano la linea della galleria».
«Radical writings, Il corpo del silenzio, 29-3-83» (1983) di Irma Blank nello stand della galleria P420. Cortesia di Irma Blank Estate e P420, Bologna. Foto Carlo Favero
La Galleria Poggiali, alla sua seconda artgenève, ha scelto questo «palcoscenico» elvetico nella convinzione che il panorama istituzionale cittadino faccia la differenza: «La città rappresenta un importante polo culturale. Il Mamco, in particolare, ha ospitato mostre di rilevanza e ha in collezione opere significative di artisti con cui abbiamo collaborato in passato e con continuiamo a collaborare attivamente, come ad esempio Claudio Parmiggiani. Abbiamo notato che questo rende il pubblico di Ginevra particolarmente attento alla nostra proposta espositiva e al lavoro degli artisti con cui collaboriamoQui abbiamo sempre avuto un feedback positivo e la fiera negli anni ha costruito una rete interessante e stimolante», dicono dalla galleria.

Inoltre, sempre da Poggiali una nota sul pubblico: «La fiera si distingue dalle altre perché rimane un salotto piuttosto esclusivo e frequentato principalmente dai locali. A differenza di altre manifestazioni, abbiamo riscontrato una partecipazione da parte di collezionisti e persone del luogo che le conferisce un’atmosfera unica». Se un parterre di collezionisti interessato e colto e la presenza di importanti istituzioni nel territorio sono state un incentivo allettante per chi ha deciso di partecipare ad artgenève, adesso non resta che attendere lo svolgersi della fiera per capire se le aspettative, pur contando su ottime premesse, saranno veramente premiate.

© Riproduzione riservata Uno scorcio dell’edizione 2023 della fiera artgenève. Foto Annik Wetter
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