Premiato vale di più? Non fatevi illusioni

Ad Art Basel moltissimi finalisti o vincitori del Turner Prize: ma raramente gli «Oscar per l’arte» fanno salire gli incassi

«Nudes 2» (2017) di Daniel Dewar & Gregory Gicquel nello stand di Jan Kaps. Courtesy of the artists and the gallery
Gareth Harris |  | Basilea

Quest’anno gli stand di Art Basel (14-17 giugno) sono costellati di giovani e vecchi finalisti e vincitori del Turner Prize. Ma questo riconoscimento molto british, ha un valore sul mercato internazionale? Istituito nel 1984 dalla Tate, il premio è rivolto ad artisti residenti nel Regno Unito le cui opere abbiano ricevuto una significativa visibilità durante l’anno precedente. Il trentenne neozelandese Luke Willis Thompson, il più giovane finalista del 2018, ha una mostra alla Kunsthalle di Basilea (8 giugno-19 agosto).

Nel frattempo, ad Art Basel 2018, Lubaina Himid, l’anno scorso, a 63 anni, la più anziana vincitrice di tutti i tempi, è protagonista di una personale nella sezione «Feature» della fiera, nello stand della galleria londinese Hollybush Gardens. «Anche prima che vincesse il Turner Prize, il mercato si interessava alle sue opere» dice Lisa Panting, condirettrice di Hollybrush
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