Positivo all’ottava alta

Il recupero di un organo settecentesco ad Amandola

Un dettaglio della tastiera dell'organo di Amandola
Marta Paraventi |  | Amandola (Fm)

Si è concluso il restauro del raro e prezioso organo della Chiesa di San Tommaso del tipo «positivo all’ottava alta»: contenuto entro propria cassa lignea indipendente è attribuibile, secondo i restauratori Pietro Corna e Pierpaolo Pallotti, alla scuola organaria di Montecarotto (An), in particolare a Benedetto Antonio Fioretti o a Giuseppe Attili. L’attribuzione si basa sul riconoscimento dei caratteri estetici dell’opera e sulla fattura dei componenti.

Collocabile tra gli anni ’30 e ’50 del Settecento, presenta una facciata, ricostruita, composta da 19 canne. Originali sono la tastiera di 45 tasti, la pedaliera di 8 tasti e la meccanica dei registri; l’azionamento avviene tramite 5 pomelli fusi in lega di peltro ed elegantemente torniti.

La parte lignea dello strumento è stata disinfestata dagli insetti xilofagi; le parti in ferro hanno subito la rimozione meccanica della ruggine. Il restauro è stato sostenuto da Regione Marche, Comune di Amandola e dall’associazione ArteProArte.

© Riproduzione riservata L'alzata dell'organo di Amandola (particolare)
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