Polvere di stelle e di cemento

Maria Elisabetta Novello affiancata da Christoph Weber sul concetto di fragilità

«Not yet titled», 2014, di Christoph Weber
Silvano Manganaro |  | Roma

Dal 27 marzo al 4 maggio Anna Marra propone Maria Elisabetta Novello (che ha già esposto in galleria nel 2016), affiancata da Christoph Weber, austriaco classe 1974. Come spiega il titolo dell’esposizione, «Fragile _ Earth and Sky, Handle with care», curata da Giorgia Gastaldon, l’accostamento dei due artisti prende spunto dall’attenzione che entrambi riservano al concetto di fragilità, nonché all’utilizzo di materiali scultorei non tradizionali.

Fragile è un aggettivo che può essere utilizzato per oggetti, materiali o cose inanimate, ma anche riferito al carattere o al temperamento di una persona. In entrambi i casi è la frattura di qualcosa a provocare un danno non facilmente riparabile. Senza necessariamente voler insistere su una lettura allegorica o simbolica, va detto che il lavoro di Christoph Weber ha nell’utilizzo del cemento (e della sua paradossale fragilità) la sua cifra
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