Poche tutele, mercato povero di offerta, formazione frammentata: l'autonomia amara dei professionisti dei beni culturali

La locandina del convegno
Veronica Rodenigo |

Venezia. «Quale lavoro autonomo? I professionisti dei beni culturali». È questo l’interrogativo che si pone il convegno in programma venerdì 16 settembre a partire dalle ore 9.30 presso l’Università di Ca’ Foscari.
Ideato e organizzato da Anna Scavezzon, restauratrice che da anni opera nell’ambito della tutela e della valorizzazione, in collaborazione con il Dipartimento di Management dell’ateneo veneziano, l’appuntamento si pone l’obiettivo di aprire un dibattito su un tema di stringente attualità.

Ai professionisti del settore, lavoratori autonomi di «seconda generazione» (che spaziano dal mondo dell’arte alla conservazione, dal restauro all’ambito dello spettacolo), il panorama contemporaneo riserva sempre meno tutele, in un quadro generale deficitario di un adeguato riconoscimento (anche economico) e in un mercato sempre più povero di offerta. Di contro quella formativa
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