Picasso? Incomprensibili macchie senza valore

Il successo nelle collezioni tedesche delle stampe del maestro spagnolo

Pablo Picasso, «Corrida IX», 1957 © Succession Picasso / VG Bild-Kunst, Bonn 2020
Francesca Petretto |  | Brema

La Kunsthalle di Brema possiede una delle più importanti collezioni al mondo di grafiche di Picasso: a questo patrimonio, alla storia del suo arrivo nella città anseatica e al suo patrono è dedicata fino al 29 agosto la rassegna «Picasso-connection. L’artista e il suo gallerista di Brema».

Una prima acquaforte del maestro di Malaga arriva nel 1917, quando a nessuno paiono interessare certe opere di Picasso e dal 1951 un indigeno, lungimirante gallerista di nome Michael Hertz inizia sistematicamente ad acquistare e a dare inizio a un nuovo, ricercatissimo mercato di sue stampe in Germania; stampe che molti suoi colleghi avevano fino ad allora definito «incomprensibili macchie senza valore».

Hertz si avvantaggia del loro scetticismo e di una fitta rete internazionale di conoscenze ad hoc, acquistandole e piazzandole in tutte le più importanti mostre dell’epoca; si crea così negli anni ’50 e ’60 un mercato i cui prezzi vengono fatti dall’uomo di Brema. Una Germania un tempo diffidente nei confronti dell’artista spagnolo improvvisamente se ne innamora e i vari musei fanno a gara per accaparrarsene le opere per le proprie collezioni.

La mostra analizza per la prima volta i loro valori di mercato in quegli anni ruggenti con focus sull’attività di Hertz e dieci musei tedeschi fra cui il Folkwang di Essen, lo Städel di Francoforte, la Staatsgalerie Stuttgart e il Kupferstichkabinett di Berlino raccontano per la prima volta la loro attività collezionistica picassiana in quegli anni, fornendo dati su prezzi e processi di acquisto.

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