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Fotografia

PHotoESPAÑA contemporanea e giovane

Una cinquantina di rassegne con 296 artisti in 7 città

«Aire de Fuego/Air of Fire» (2009) di Kimsooja

Madrid. La XXII edizione del PHotoESPAÑA, Festival Internazionale della Fotografia e delle Arti Visive, presenta fino al primo settembre un percorso ufficiale di 25 rassegne nella sola capitale e quasi altrettante allestite in altre sei città spagnole, alle quali si aggiungono le oltre 30 del circuito off, per un totale di 296 artisti coinvolti; senza contare il consueto programma di incontri, workshop, lettura portfolio, master, concorsi e premi.

Ancora sotto la supervisione generale di Claude Bussac e la direzione artistica di Oliva María Rubio, il festival si sviluppa intorno a tre tematiche: l’importanza delle collezioni, la fotografia contemporanea in Spagna e la fotografia emergente.

Tra le monografiche si passa dal dinamismo rivoluzionario di William Klein alla denuncia della violenza sulle donne di Donna Ferrato; dalla New York verticale di Berenice Abbott alle spedizioni di Javier Vallhonrat sul ghiacciaio Maladeta, nei Pirenei; dai 98 scatti dalla collezione Per Amor a l’Art, realizzati da Joel Meyerowitz a Malaga tra 1966-67, a Clément Verger che sceglie l’eucalipto per analizzare l’interazione uomo-ambiente; dalla videoinstallazione dove Kimsooja reinterpreta i quattro elementi, ai ritratti della compianta Leila Alaoui.

E ancora il pop di Darío Villalba, le ragazze di Cuba di Diana Markosian, le spiagge degli sbarchi in Normandia di Eduardo Nave, la prima antologica di Rogelio López Cuenca e la realtà reiventata di David Jiménez. Tra le collettive, «Avant-Garde and Propaganda» prosegue la mostra sulla fotografia sovietica della scorsa edizione; «Lanscape Framed» riunisce i risultati delle commissioni di studio sul territorio europeo realizzate dal 1984, tra gli altri, da Linea di Confine, DATAR, RO_Archive; «Fly! 100 Years in the Sky» segna il centenario del trasporto aereo commerciale in Spagna.

«Che cosa abbiamo visto esattamente, di che cosa abbiamo fatto esperienza, di che cosa siamo stati testimoni, e perché quello che guardiamo adesso è così diverso?», è la domanda che la guest curator Susan Bright propone nel progetto «Déjà Vu?», cinque personali che indagano l’identità della fotografia in lavori trasversali per generi, linguaggi e riferimenti.

A rispondere troviamo Clare Strand con la falsa interpretazione delle informazioni nell’era digitale; Elina Brotherus con il riferimento a Fluxus; Délio Jasse con le immagini conservate tra gli album di famiglia nell’Africa postcoloniale; Patrick Pound con la fotografia vernacolare rielaborata e gli still life del duo Sharon Core e Laura Letinsky.

Non mancano gli appuntamenti con il PHotoESPAÑA Award, i premi Descubrimientos PHE e Best Photography Book of the Year, ai quali si aggiunge ITmakES Art, nuovo concorso rivolto a fotografi italiani e spagnoli under 40, nato dalla collaborazione tra Istituto Italiano di Cultura di Madrid, PHotoESPAÑA e Camera di Torino.

Chiara Coronelli, da Il Giornale dell'Arte numero 398, giugno 2019


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