Phillips dona i diritti d'asta alla Croce Rossa ucraina

L'asta serale, con l'83% di opere debuttanti, ha totalizzato 30 milioni di sterline e la casa d'asta di proprietà russa ne ha devoluti 5,8

«Airsickness» (2021) di Lauren Quin venduto per 441mila sterline (stima 30-50mila sterline) Henry Highley durante l'asta serale «20th Century & Contemporary Art» davanti a «When Time Ran Out» (2016) di Cecily Brown, venduto per 3,16 milioni di sterline (stima 2-3 milioni di sterline). Foto Haydon Perrior per Thomas De Cruz Media
Daniel Cassady |

Le artiste giovani e quelle inglesi sono state le predilette nell'asta serale di arte contemporanea e del XX secolo che Phillips ha tenuto ieri a Londra, pur restando comunque in secondo piano nella mente di tutti. Alcune ore prima dell'inizio della vendita, la casa d'aste aveva infatti annunciato che avrebbe donato il 100% delle commissioni dell'asta (premi dell'acquirente e commissioni del venditore) alla Croce Rossa in Ucraina.

«La Croce Rossa ucraina sta facendo un lavoro incredibile per sostenere e proteggere le persone nella regione, ha detto Stephen Brooks, amministratore delegato di Phillips in una conferenza stampa post vendita. La nostra speranza è che il premio dell'acquirente e la commissione del venditore derivanti dalla vendita serale di stasera aiuteranno questo straordinario ente di beneficenza nel loro lavoro di salvataggio».

La donazione, per un totale di 5,8 milioni di sterline, arriva dopo che la casa d'aste, di proprietà della società russa The Mercury Group, ha pubblicato su Instagram una bandiera ucraina insieme a una dichiarazione di Brooks che condanna «assolutamente» l'invasione russa dell'Ucraina.

I primi lotti hanno ispirato rapide offerte da New York, Gran Bretagna e Hong Kong, ma anche da parte di collezionisti in competizione da Francia, Germania e Samoa. Il primo lotto, «Airsickness» (2021) di Lauren Quin (stima 30-50mila sterline), al suo debutto in asta, ha raddoppiato la stima massima in meno di un minuto grazie a una raffica di offerte online. Dopo circa tre minuti, la tela aveva già raggiunto una cifra sei volte superiore alla stima massima, per essere poi venduta per 441mila sterline (con commissioni) a un offerente online a Samoa.

Il secondo lotto, la tela di Doron Langberg del 2017 «Amy in Her Studio» (stima 30-50mila), ha generato una gara altrettanto accesa con le parti interessate online che schivavano le offerte telefoniche, fino a quando un collezionista al telefono da New York ha contrattaccato aggiudicandosi l'opera per 163mila sterline.

Il ritmo sostenuto è proseguito per i primi nove lotti, la maggior parte dei quali erano opere di artisti che operano all'interno di una tendenza figurativa molto in voga che ha dominato le aste degli ultimi anni e che, al momento, non accenna a diminuire. L'inquietante olio su tela «Ubuhle beenkanyezi VIII» (2017) di Cinga Samson (stima 50-70mila) è arrivato a 250mila sterline, ben al di sopra della sua stima massima.

La prima delle due opere in catalogo di Jadé Fadojutimi, «My Blanket has a Possessive Nature» del 218 (stima 120-180mila), ha dimostrato che il lavoro dell'artista continua a suscitare molto interesse. In meno di 20 secondi, nove offerte a rapida successione hanno spinto l'opera audacemente strutturata e colorata oltre la sua stima massima. In poco più di tre minuti e dopo una rapida battaglia tra un offerente telefonico in Germania e un acquirente al telefono a Londra, il dipinto si è fermato nella capitale inglese per 529.200 sterline.

Sebbene «Self-Portrait on the Terrace» (1984) di David Hockney (stima 4-6 milioni) fosse apparentemente uno dei lotti più attesi della vendita, la tela è stata venduta a un prezzo medio, poco al di sopra della stima minima per 4,8 milioni di sterline. La vera star è stata (e qui non c'è nulla di troppo sorprendente) Issy Wood, che ha raggiunto il suo record mondiale d'asta con l'olio su velluto del 2019 raffigurante un primissimo piano di un paio di guanti di pelle nera, «Chalet», stimato 100-150mila sterline. Dopo le vivaci offerte da Barbados, Londra, Hong Kong e Parigi, tre acquirenti al telefono hanno rilanciato finché l'opera è stata venduta per 441mila sterline.

L'acquirente di «Chalet» ha avuto una buona giornata. L'intraprendente collezionista al telefono da Londra si è aggiudicato altre due nuove opere: la colorata tela «Crooked» (2017) di Shara Hughes per 500mila sterline (stima 180-250mila) e il «frenetico» olio su lino «When Time Ran Out» di Cecily Brown per 3,16 milioni (stima 2-3 milioni).

Complessivamente la vendita ha fatto bella mostra di sé, nonostante la temperatura sia scesa notevolmente dopo i primi dieci lotti; molte delle opere seguenti hanno appena raggiunto le loro stime grazie a una manciata di offerte. La vendita ha totalizzato 30 milioni di sterline, vendendo il 95% per lotto con quattro opere ritirate a causa, presumibilmente, di un interesse di mercato tutt'altro che stellare.

Alla conferenza stampa post vendita, a Brooks è stato chiesto se Phillips avesse monitorato gli acquirenti per assicurarsi che nessun cittadino russo soggetto a sanzioni potesse fare offerte o acquistare un'opera. La casa d'aste «non effettua transazioni con individui soggetti a sanzioni», ha assicurato, aggiungendo che l'azienda attua procedimenti di conformità molto accurati proprio per questo motivo.

La vendita è stata l'ultima della serie di importanti aste serali di Londra questa settimana. Martedì 1 marzo Sotheby's ha incassato un totale di 249 milioni di sterline da un'asta di cinque ore iniziata a Shanghai. Mercoledì 2 marzo Christie's ha totalizzato 221 milioni di sterline da un paio di aste che hanno avuto una durata più ragionevole di tre ore e mezza.

Crisi russo-ucraina 2022

© Riproduzione riservata «Ubuhle beenkanyezi VIII» (2017) di Cinga Samson è stato venduto per 250mila sterline (stima 50-70mila sterline)
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