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Perché non state tranquilli in camera?

Un incontro ideale in forma di raccolta di saggi tra Giorgio Morandi e Marilena Pasquali, la maggiore studiosa dell'artista

Giorgio Morandi «Natura morta» (1962)

È un esempio dell’incontro ideale, in forma di raccolta di saggi redatti negli ultimi trent’anni, tra Giorgio Morandi e una storica dell’arte. Marilena Pasquali è la maggiore studiosa dell’artista, avendone promosso studi e mostre in Italia e nel mondo, avendo fondato il Museo Morandi di Bologna, ma soprattutto avendo scandagliato modi e motivi dell’arte morandiana con tale lucidità intellettuale da rasentare l’umana identificazione.

A unificare le tre parti del volume («La vita e l’opera»; «I temi, i luoghi, il metodo, la poesia»; «La critica e la ricerca») è un approccio in prima istanza contemplativo della connaturata contemplatività del pittore, che osservò le potenzialità pacificanti dello sguardo e della mente nel confronto, sublimato in dipinti, acqueforti e acquerelli, con oggetti apparentemente poveri e paesaggi spogli perché essenzializzati.

L’autrice si immerge in questo rapporto con la realtà, sviscerandone i risvolti interni e i riferimenti esterni, le ragioni profonde, il metodo, il contesto storico, quello psicologico, gli espedienti percettivi, i livelli di densità poetica e le angolazioni di una personale filosofia dello sguardo, così da restituire tutto il senso di complessità di immagini che avevano tutto perché fatte di poco. Frutto di prolungata interrogazione delle apparenze, di meditazioni, di pesca nel mare del tempo vissuto come durata, e di sempre rinnovata meraviglia a cospetto dell’infinito rivelato da una brocca o una bottiglia

Non a caso, come spiega Pasquali in un saggio dedicato, il poeta più amato da Morandi fu Leopardi, i cui Canti egli tenne per tutta la vita su un comodino ai piedi del letto. Vicino alle liriche del recanatese, Morandi conservò i Pensieri di Pascal. Secondo Marilena Pasquali, bisogna tornare al filosofo francese per carpire il sentimento delle cose e della vita che innervò la ricerca della verità condotta dal pittore bolognese.

In proposito l’autrice cita il seguente pensiero: «Quando mi sono messo, talvolta, a considerare le varie agitazioni degli uomini e i pericoli e le pene cui si espongono, e donde nascono tante liti, passioni, imprese audaci e spesso sconsiderate, ho scoperto che tutta l’infelicità degli uomini deriva da una sola causa: dal non sapere restarsene tranquilli, in una camera». La camera di Giorgio Morandi.

Giorgio Morandi. Il sentimento delle cose, di Marilena Pasquali, 310 pp., ill., Gli Ori, Pistoia 2019, € 35,00

Guglielmo Gigliotti, da Il Giornale dell'Arte numero 405, febbraio 2020



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