Perché l’Italia ancora non ha il suo Museo della Moda

Rivalità tra fuoriclasse, individualismi e protagonismi, mancanza di leadership riconosciuta hanno finora bloccato qualsiasi tentativo. Assurdo e molto dannoso

Maurizio Francesconi, Alessandro Martini |  | Italia

Una delle mostre del momento è «Rei Kawakubo/The Art of the In-Between», aperta fino al 4 settembre al Costume Institute, dipartimento del Metropolitan Museum di New York. È la prima mostra antologica dedicata alla fondatrice del marchio Comme des Garçons e ai suoi 40 anni di carriera che l’hanno vista eletta papessa assoluta della moda e vate di un pubblico alla ricerca di un’aura esclusiva e intellettuale. A due mesi e mezzo dall’apertura ha superato i 500mila visitatori e si avvia a emulare il successo riscosso da un altro maestro della moda contemporanea, Alexander McQueen, la cui mostra «Savage Beauty» nel 2011 aveva richiamato al Metropolitan (con lunghe e ordinate file davanti ai suoi ingressi) ben 661.509 visitatori. Altri 493.043 erano poi accorsi a Londra, al Victoria and Albert Museum (le grandi mostre di moda circolano, richiestissime, anche se in Italia non arrivano): numeri che
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