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Per il 2020 un altro cinquecentenario: Raffaello

Un calendario ragionato di eventi per celebrare il maestro di Urbino: dalla sua città natale a Roma e Milano, fino a Parigi e Londra

La «Scuola di Atene» di Raffaello

Roma. Il prossimo anno Raffaello prende il posto di Leonardo da Vinci con una serie di mostre in occasione del 500mo anniversario della sua morte. Leonardo è attualmente il protagonista di numerosi appuntamenti, con un’importante mostra blockbuster che aprirà in autunno al Louvre di Parigi (24 ottobre-24 febbraio 2020). Toccherà poi a Raffaello essere sotto i riflettori.

A differenza di Leonardo e Michelangelo (gli altri membri della triade di massimi artisti rinascimentali), che vissero fino a tarda età, Raffaello morì a soli 37 anni, il 6 aprile 1520. È universalmente noto per il suo bell’aspetto grazie agli autoritratti di inizio carriera. Urbino, sua città natale, darà il via alle manifestazioni alla Galleria Nazionale delle Marche (apertura prevista in ottobre), con la mostra «Raffaello e i suoi amici di Urbino», che presenterà il giovane artista nel contesto degli altri pittori attivi in questa importante corte rinascimentale.

Come sempre avviene con le mostre che celebrano i maestri, si farà a gara per accaparrarsi i pochi prestiti disponibili. La mostra più importante sarà quella delle Scuderie del Quirinale di Roma (5 marzo-14 giugno 2020, date da confermare), in collaborazione con gli Uffizi di Firenze, che forniranno il nucleo centrale delle opere. L’elenco non è ancora stato annunciato, ma i prestiti dal museo fiorentino comprenderanno l’autoritratto del 1504-06 (dipinto quando aveva poco più di 20 anni), una coppia di ritratti di Agnolo e Maddalena Doni (1504-07) e la «Madonna del cardellino» (1506 ca).

Un’altra sede di rilievo sarà la Pinacoteca Ambrosiana di Milano, il cui grande cartone per l’affresco del Vaticano «La scuola di Atene» (1509) è stato appena restaurato ed è nuovamente esposto da marzo. Fuori dall’Italia, la National Gallery di Londra (che possiede undici opere di Raffaello) dovrebbe dedicare una mostra al maestro, ancora non annunciata.

Sempre a Londra, anche il Victoria & Albert Museum darà maggior rilievo ai suoi sette grandi cartoni per gli arazzi dei santi Pietro e Paolo, disegnati da Raffaello ed esposti nella collezione permanente. Il Louvre non ha in programma una mostra su Raffaello ma ne presenterà una sul Rinascimento italiano, «Corpo e anima: scultura in Italia da Donatello a Michelangelo 1460-1520», che aprirà nella primavera del 2020. Non sono ancora stati resi pubblici i particolari, ma il museo francese spera in importanti prestiti da musei italiani.

All’inizio di quest’anno è scoppiato uno scontro diplomatico tra Francia e Italia a proposito di prestiti già confermati per l’imminente mostra su Leonardo che gli Uffizi si sono rifiutati di concedere. La quérelle si è poi apparentemente appianata e a maggio i presidenti italiano e francese Sergio Mattarella ed Emmanuel Macron si sono incontrati ad Amboise, dove morì il grande artista, per celebrarne l’anniversario. Restano tuttavia dei dubbi se l’Uomo vitruviano dalle Gallerie dell’Accademia di Venezia e l’autoritratto dalla Biblioteca Reale di Torino andranno davvero al Louvre. Vista la vicenda di Leonardo, non abbiamo dubbi che si stiano svolgendo delicate negoziazioni sul contributo francese all’Italia per l’anno di Raffaello.

Martin Bailey, da Il Giornale dell'Arte numero 399, agosto 2019


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