Passerelle e ascensori sull’Acropoli

È «solo un altro modo per accogliere più turisti» per i critici dei piani di ristrutturazione. Gli interventi per migliorare l’accesso potrebbero cambiare drasticamente la «forma» del sito

L'Acropoli di Atene © A. Savin
William Summerfield |  | Atene

I piani per un’importante opera di ristrutturazione dell’ingresso occidentale dell’Acropoli hanno incontrato una forte opposizione da parte degli archeologi in Grecia e in tutto il mondo. In una lettera aperta, i firmatari, tra cui docenti delle Università britanniche di Oxford, Durham e Brown, hanno chiesto l’annullamento del progetto che, ritengono, porterà alla «svalutazione, occultamento e degrado del più grande tesoro archeologico e artistico che è stato lasciato in eredità alla Grecia moderna».

L’Acropoli è Patrimonio mondiale dell’Unesco e il sito archeologico più visitato in Grecia, con più di tre milioni di visitatori nel 2018, secondo l’Autorità statistica ellenica. Il sito è stato al centro di continui e regolari progetti di restauro e di scavo sin dall’emergere dello Stato greco indipendente e dalla scelta di Atene come capitale all’inizio del XIX secolo. Questi hanno variamente influenzato sia l’accesso al sito che il suo aspetto.

Quest’ultima ristrutturazione ha lo scopo di migliorare l’accesso e la gestione del traffico dei visitatori e, secondo il Ministero della Cultura, «rimuovere gli interventi errati del passato».Tuttavia, per l’opposizione, i piani sono «contrari ai principi internazionalmente riconosciuti e stabiliti in materia di conservazione, restauro e salvaguardia delle antichità» e «segnano un percorso estremamente pericoloso».

I piani sono stati approvati all’unanimità dal Consiglio archeologico centrale il 3 febbraio, su proposta del restauratore delle architetture Manolis Korres, presidente del Comitato per la Conservazione dei Monumenti dell’Acropoli (Esma). A seguito di questa approvazione, il Ministero ha annunciato che in autunno sarà condotto uno studio scientifico completo.

Cuore del progetto è il restauro della salita all’Acropoli, tra cui una grande scala in marmo risalente al I secolo d.C., la riproposizione di un antico accesso meridionale alla terrazza e la rimozione di ciò che l’Esma ritiene essere un errato lavoro di restauro. I piani portano nuovamente il Governo a scontrarsi con la comunità archeologica dopo la recente controversia sullo status giuridico dei cinque più grandi musei archeologici della Grecia.

I firmatari temono che questi interventi «cambieranno drasticamente la forma del monumento dell’Acropoli», causando gravi problemi funzionali e conservativi. Secondo i critici, i lavori previsti prevedono un «rinnovamento» che non ha fondamento nella storia. In particolare, si interrogano sul perché la «forma» specifica dell’accesso occidentale all’Acropoli, del V secolo d.C., sia stata scelta come la «forma corretta» di questa parte del sito, mentre per l’area pianeggiante superiore si è scelta la configurazione del V secolo a.C. I lavori apparentemente aggirano anche gli «standard legali internazionali e nazionali», in particolare quelli relativi al fatto che il Consiglio Centrale per l’Archeologia deve «esaminare e decidere solo su studi compiuti e non mere proposte».

Tutto questo segue le critiche ai lavori di restauro già eseguiti nel 2020, in base ai quali i vecchi percorsi per l’Acropoli sono stati pavimentati con cemento armato e, per migliorare l’accesso e accogliere le persone con disabilità, è stato aggiunto un nuovo e più grande ascensore. Le forti piogge del dicembre scorso hanno provocato allagamenti nel sito, che i firmatari affermano essere una «conseguenza prevedibile» della nuova pavimentazione. Gli interventi sono stati criticati anche per il loro impatto estetico e per i danni arrecati all’architettura antica e alla roccia stessa, oltre a «non soddisfare lo scopo dichiarato» di migliorare l’accesso ai disabili.

In definitiva, sostengono che l’obiettivo dei lavori era «accogliere una folla ancora maggiore di turisti estivi». Dopo il lungo lockdown nazionale iniziato nel novembre 2020 e nonostante le limitazioni imposte dalla pandemia, il Governo greco è fortemente impegnato a sostenere la stagione estiva, vitale per l’economia nazionale. In Grecia i siti archeologici all’aperto sono sono tornati a essere visitabili il 21 marzo, consentendo finalmente al pubblico e alla comunità archeologica di vedere dal vivo l’impatto dei lavori finora realizzati.

Il Ministero della Cultura non ha rilasciato commenti mentre l’Esma, in un comunicato, ha respinto le affermazioni della lettera aperta, affermando che la nuova pavimentazione è «facilmente reversibile» e che, sulla base di una «esauriente documentazione archeologico-architettonica», gli interventi alla porta dei Propilei la riporteranno alla sua «forma antica originaria» del I secolo d.C. Assicurano inoltre che «le tracce più antiche non saranno coperte ma rimarranno visibili e accessibili».

Tuttavia, parlando con «The Art Newspaper», la testata consorella di «Il Giornale dell’Arte», Tasos Tanoulas, architetto e membro dello staff tecnico del Comitato per il restauro dell’Acropoli sin dal 1977, ha smentito queste rassicurazioni, e in particolare la reversibilità dei lavori previsti.

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