Palazzo Valle a Catania riapre con l’arte in Sicilia nel secondo Novecento

L’edificio barocco nel cuore della città etnea, sede della Fondazione Puglisi Cosentino, riallestisce il piano nobile e aggiunge al percorso di visita l’ultimo piano, con una mostra di opere della collezione Pappalardo e installazioni di Salvatore Scarpitta e del cubano Fabelo

«Double Hone Sun» (1979) di Salvatore Scarpitta
Giusi Diana |  | Catania

Era il 2009 quando Palazzo Valle a Catania, dopo essere stato acquistato nel 2001 e restaurato dall’imprenditore e collezionista Alfio Puglisi Cosentino, diventava sede dell’omonima fondazione; l’edificio barocco opera dell’architetto Giovanni Battista Vaccarini, apriva le sue attività espositive, con la grande mostra «Costanti del Classico nell’arte del XX e XXI secolo», 100 opere selezionate da Bruno Corà che portarono per la prima volta in Sicilia alcuni tra i più rilevanti artisti italiani e internazionali, da Matisse a Roman Opalka.

Dopo alcune mostre egregiamente curate da Corà, come «Burri e Fontana, materia e spazio» e «Louise Nevelson», e la doverosa mostra dedicata alla siciliana Carla Accardi curata da Luca Massimo Barbero, negli anni successivi la programmazione si fa discontinua, con alcune esposizioni non certo memorabili, poi alcune collaborazioni sbagliate (per stessa ammissione di Puglisi Cosentino), infine l’oblio.

Da martedì 17 ottobre Palazzo Valle riapre in una nuova veste, con l’apertura al pubblico dell'ultimo piano. Alle opere esposte in maniera permanente: un’opera di Giovanni Anselmo, un pannello maiolicato di Carla Accardi, un’installazione e un grande pilastro elicoidale nella corte interna di Jannis Kounellis, si aggiungono adesso in due apposite sale del percorso espositivo l’installazione «Mundo K» (2005) opera dell’artista cubano Roberto Fabelo e una grande opera del 1979 di Salvatore Scarpitta, «Double Hone Sun», un’installazione costituita da due moduli sovrapposti. Mai esposte prima, le opere uniscono in un unico percorso le due corti esterne e il terzo piano, e sono state presentate insieme al riallestimento del piano nobile sabato 14 ottobre in occasione dell’apertura della mostra permanente «Arte in Sicilia nel secondo Novecento, dalla collezione di Filippo e Anna Pia Pappalardo», con tra gli altri opere di Mimì Lazzaro, Lia Pasqualino Noto, Fausto Pirandello, Antonio Sanfilippo e Pino Pinelli, curata da Giuseppe Frazzetto.

Come spiega lo storico dell’arte nel suo testo in catalogo: «La scelta di presentare un nucleo di opere (prevalentemente pittoriche) realizzate da artisti siciliani nella seconda metà del ’900 colma parzialmente un bisogno assai sentito, in città, ovvero l’apertura di un luogo dove reperire almeno un primo orientamento su quanto avvenuto, in arte, a Catania e in Sicilia. Catania non si è dotata di quella Galleria Civica che nel lontano 1933 veniva data come “istituenda”»... Anche Filippo Pappalardo sottolinea che la mostra è «... una testimonianza generosa e necessaria vista la lacunosa assenza di una galleria civica d’arte moderna e contemporanea».

Il piano nobile che sarà aperto solo per eventi privati, ospita invece alcune opere dalle collezioni di Puglisi Cosentino, tra cui arazzi fiamminghi, arredi d’antiquariato e opere d'arte contemporanea, tra gli altri, di Mario Schifano, Gerhard Richter, Piero Pizzi Cannella, Dadamaino, Pietro Ruffo.

La collezione Pappalardo, e le installazioni di Scarpitta e Fabelo della Fondazione Puglisi Cosentino al terzo piano di Palazzo Valle, in aggiunta a quelle di Kounellis, Anselmo e Accardi nella corte interna, saranno visitabili al mattino da martedì al venerdì e il sabato pomeriggio. Ingresso 10 euro, ridotto 5.

© Riproduzione riservata La corte esterna di Palazzo Valle con da sinistra il pilastro elicoidale di Jannis Kounellis e a destra il pannello di Carla Accardi dal titolo «Segno e trasparenza» «Ritratto privato dell’Inquisitore» di Mario Bardi, Collezione Filippo e Anna Pia Pappalardo Alfio Puglisi Cosentino davanti a un arazzo fiammingo della sua collezione «Mundo K» dell’artista cubano Roberto Fabelo
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