Orvieto, l'intrepido Larth non è come Darth l’oscuro

Una mostra al Museo «Faina» e all'Archeologico nazionale rievoca la storia degli scavi etruschi ai piedi della città. E ai profani può ricordare l’immaginario a cui hanno attinte saghe come “Guerre stellari”

Stele del guerriero. Museo Archeologico Nazionale di Orvieto
Stefano Miliani |

Orvieto (Perugia). Per i nostri usi, sembra accennare un sorriso il guerriero etrusco raffigurato nel cippo rinvenuto da Gian Francesco Gamurrini nel 1881 nella necropoli di Crocifisso del Tufo ai piedi di Orvieto. L'iscrizione sulla pietra rimanda al personaggio raffigurato in modo simbolico: «Larth Cupures, figlio di Aranth». Se siete in vena di corrispondenze culturali, o di voli di fantasia, l'elmo può ricordare i soldati dell'Impero della saga di «Guerre Stellari» e il nome ha una curiosa assonanza con il tenebroso Dart (o Darth) Vader. Il che rammenta, forse più ai profani che agli archeologi, come l'industria spettacolare postmoderna abbia pescato a strascico nel mare di immagini e storie restituite dalle ricerche archeologiche.

Non si avventura in elucubrazioni sull'archeologia sfruttata dalla società dello spettacolo bensì rievoca la storia degli scavi orvietani, decisivi nel restituire un
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© Riproduzione riservata Rivista «Notizie degli Scavi di Antichità» (settembre 1887), tav. VIII, con il disegno della stele del Guerriero realizzato da Adolfo Cozza Il cippo a testa di guerriero etrusco con l’iscrizione Larth Cupures, figlio di Aranth.  Museo Archeologico Nazionale di Orvieto Anfora a collo distinto. Museo Archeologico Nazionale di Orvieto Il cippo a testa di guerriero etrusco con l’iscrizione Larth Cupures, figlio di Aranth.  Museo Archeologico Nazionale di Orvieto
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