Ora torniamo alla quotidianità

Stefano Miliani |

Dopo il tragico 6 aprile 2009 le foto e le riprese aeree della cupola squarciata della chiesa di San Bernardino restituivano drammaticamente la misura della devastazione del terremoto. Edificata in nome del predicatore senese, con un’architettura settecentesca sovrapposta a quella del secondo Quattrocento, una facciata cinquecentesca ritmata in tre fasce e un fastoso interno barocco, la chiesa presentava ferite profonde. Oggi quelle ferite sono rimarginate: i restauri strutturali sono terminati. La Soprintendenza per i beni architettonici e il Provveditorato per le opere pubbliche (del Ministero delle Infrastrutture) confidano di tagliare il nastro a maggio. E reputano l’intervento esemplare. Alessandra Vittorini, soprintendente unica per L’Aquila e i comuni del cratere (cfr. articolo a p. 10), sottolinea quanto fosse importante recuperare la chiesa «per la sua rilevanza artistica e perché conserva la tomba
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