Ora è possibile sfogliare la collezione di bronzi di Arnold Syrop

Una serie di oggetti di piccole dimensioni racconta la passione per l’arte africana dell’architetto americano, in un volume di 5 Continents

Anello e pendente, entrambi a guisa di camaleonte, Senufo, Costa d’Avorio
Carlotta Venegoni |

La collezione di bronzi provenienti dall’Africa Occidentale di Arnold Syrop è presentata in un volume di pregevole veste editoriale, in lingua inglese e francese, scritto dallo stesso collezionista, con prefazione di Susan Kloman. Da sempre attratto dall’integrità, dall’astrazione delle forme umane e animali, dalla storia e dalla paradossale monumentalità di oggetti in bronzo di piccole dimensioni, Syrop, architetto di professione, è stato un pioniere nell’interessarsi a questo particolare ambito di cultura materiale africana, divenendone uno dei massimi esperti.

Gli oggetti ricercati e raccolti nella collezione sono di dimensioni che variano dai 4 ai 10 cm di altezza circa e sono testimonianze importanti di forme artistiche ancora in parte inedite rispetto agli studi finora pubblicati. Alcune delle sculture rappresentano l’espressione africana considerata pura, non ancora influenzata dai contatti con l’Occidente e anticipano anche di più di 500 anni la maggior parte delle sculture in legno del continente. Le opere in bronzo vennero realizzate con la tecnica della cera persa. Materiale plastico che si presta ad assumere forme difficilmente ottenibili con la lavorazione del legno, la cera è dunque particolarmente adatta ai fini e minuti dettagli di manufatti di piccole dimensioni.

I monili e le sculture hanno nella maggior parte dei casi un’essenza spirituale, un aspetto questo sottolineato nella sua prefazione dall’autore-collezionista. Vennero creati con l’intento di proteggere da spiriti malvagi e di infondere forza all’individuo singolo proprietario. In alcune culture si tramandano di generazione in generazione come veicolo della forza vitale degli antenati. Anelli, ciondoli e bracciali servono inoltre a indicare lo status del proprietario, raffigurando ad esempio temi equestri in quanto il cavallo in tali società è considerato un bene raro.

Il volume si suddivide in capitoli equivalenti a 18 regioni, anche talvolta presenti in uno stesso Stato. Per ogni regione un inquadramento mette in luce le peculiarità e la rilevanza nel panorama delle arti africane cui seguono le immagini delle opere, oltre duecento, splendidamente fotografate da Pauline Shapiro e accompagnate da didascalie descrittive. Il libro si chiude con una bibliografia di riferimento e l’indicazione per ogni oggetto della provenienza e delle mostre in cui è stato esposto.

La maggior parte delle opere sono inedite e sono state scelte da Syrop in oltre 45 anni di ricognizione appassionata, mossa dal desiderio di scoprire oggetti rari e di fruirne nella propria abitazione. Consigliato anche dalla moglie Joanne, pittrice e scultrice, il collezionista ha via via affinato l’occhio e il gusto fino a selezionare solo sculture autentiche e di elevato livello artistico. Il volume da tempo atteso da collezionisti, studiosi e appassionati è destinato a diventare un fondamentale riferimento che consente di trasformare una mera catalogazione in un’efficace perorazione in favore di quanto da anni viene ancora sottovalutato dal punto di vista artistico.

West African Bronze Masterworks. The Syrop collection. Chefs-d’œuvre en bronze de l’Afrique de l’Ouest
di Arnold Syrop, prefazione di Susan Kloman, fotografie di Pauline Shapiro, ingl.-franc., 320 pp., ill. col., 5 Continents, Milano 2023, € 70

© Riproduzione riservata La copertina del volume
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