Oltre 10 milioni per l'asta milanese online di Sotheby's

I partecipanti provenivano virtualmente da 47 diversi Paesi

Michela Moro |  | Milano

Marta Giani, Director, Head of Milan Sale, Contemporary Art di Sotheby’s è molto soddisfatta dei risultati ottenuti con «Contemporary Art | Milan», vendita online, terminata il 27 maggio, che ha realizzato 10.231.410 euro. L’87% dei sessantasei lotti è stato venduto, il 68,5% dei quali a prezzi superiori alle loro stime massime.

«Non solo oltre le stime», osserva Marta Giani, «ma con uno strabiliante interesse, come per il raro Opalka "1965/1 - ∞  Détail 185086 – 218302", top lot che ha più che raddoppiato la stima, estendendo i tempi di vendita perché conteso tra moltissimi compratori e concludendo a 1.222.500 euro. Il capolavoro è rimasto nella stessa collezione per quasi cinquant’anni. L’opera fu infatti acquisita alla prima esposizione italiana dell’artista al Salone dell'Annunciata a Milano, la stessa che lanciò Opalka sulla scena internazionale».

Alla sua prima apparizione in asta, la «Natura morta» di Giorgio Morandi del 1942 ha confermato la sua stima massima totalizzando 1.004.700 euro e piazzandosi al secondo posto della top ten. Al terzo posto il bellissimo «Villalta» di Afro, aggiudicato a 671.951 euro. «Il capolavoro di Afro ha ampiamente superato quello delle opere appartenute a Stanley J. Seeger, noto collezionista statunitense, che acquistò molti dipinti dell’artista nei primi anni '60, lanciandolo sulla scena del collezionismo internazionale», dice Giani. «Sono contenta che il mercato di Afro si muova bene, perché rappresenta l’espressionismo astratto italiano, con tantissime connessioni con gli americani come De Kooning e Gorky, che del resto erano suoi amici».

È una conferma il San Sebastiano bianco di Leoncillo del 1962 venduto per 569.100 euro, legato con un fil rouge ad altre ceramiche realizzate da grandi artisti italiani, tra cui il vaso «Concetto spaziale» di Lucio Fontana, che ha realizzato 411.800 euro. On Kawara, «Jan.23,1991», liquitex su tela, cartone, ritaglio di giornale e timbro è stato aggiudicato a 532.800 euro, raddoppiando la stima.

Al decimo posto della top ten l’opera «Tutte stelle» di Mario Schifano del 1967, passata di mano per 363.400 euro. Gli acquirenti hanno avuto un occhio di riguardo anche per la scultura: il bronzo «Ruota I» di Arnaldo Pomodoro del 1995, del diametro di 1,5 metri e pesante più di 500 chili, inserito nella vendita nonostante fosse ancora installato presso i precedenti proprietari, è stato aggiudicato a 239.400 euro.

Non ci sono grandi differenze tra un’asta in sala e una online, perché la vera «action» è sempre degli ultimi minuti, anche in aste come questa che durano più giorni. Nell’ultima mezz'ora di vendita si sono visti aggiudicare lotti che erano stati silenti per la durata dell’asta come l’opera di Pino Pascali «Baco da setola», 1968, venduta per 239.400 euro quasi quintuplicando la stima minima (50-70mila euro) e realizzando il record per un’opera di questa serie. Lo stesso è avvenuto per una stampa in gelatina d'argento di Marina Abramović e Ulay, «Interruption in Space» 1978, venduta a una fondazione d’arte per 22.680 euro.

Questa è stata la seconda migliore asta online di arte contemporanea di Sotheby's Milano, con il 37% dei compratori composto di collezionisti che hanno acquistato da Sotheby’s per la prima volta (segnando una crescita del 40% rispetto al 2019) e con partecipanti provenienti da 47 diversi Paesi.

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