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Restauro

Notre-Dame è un oggetto archeologico poco studiato

Dominique Garcia, presidente dell’Inrap, ha ricevuto l’incarico di portare avanti tutti gli interventi di tipo archeologico sul cantiere di restauro di Notre-Dame

Dominique Garcia, presidente dell’Inrap (Institut national de recherches archéologiques préventives)

«È paradossale ma Notre-Dame, che conosciamo bene sul piano della storia dell’arte, è invece un oggetto archeologico poco studiato. Tutti gli elementi di riflessione e di conoscenza che noi archeologi possiamo apportare accompagneranno le scelte degli architetti per il restauro. Possiamo già dire che le tecniche utilizzate nel Medioevo, per quanto antiche, non sono desuete e hanno dimostrato il loro valore. Dopo l’incendio è stato facile nella ricostruzione della capriata prospettare l’uso di altri materiali, come il ferro o l’acciaio per esempio. Ma da architetto dico che questo monumento è un’architettura di pietra e di legno che ha tenuto per più di otto secoli».

A parlare è Dominique Garcia, presidente dell’Inrap. L’Institut national de recherches archéologiques préventives ha ricevuto, per legge del 30 luglio 2019, l’incarico di portare avanti tutti gli interventi di tipo archeologico sul cantiere di restauro di Notre-Dame.

Qual è il vostro ruolo sul sito?

Il nostro compito è stato in un primo tempo di analizzare le macerie della volta al fine di portare degli elementi di datazione e relativi al contesto dell’edificazione della Cattedrale. Studi mai realizzati prima sono stati portati avanti sui materiali, i blocchi di pietra e il legno della capriata. Siamo quindi intervenuti per la prima volta su un settore del sagrato dove poi è stata installata una gru. Seguiremo il cantiere fino alla fine per effettuare osservazioni sul sottosuolo, nel sagrato e all’interno, per esempio a livello dei pilastri che bisognerà rinforzare. L’incendio, per quanto tragico, ci offre l’opportunità di documentare il monumento.

Come intervenite?
L’Inrap serve da piattaforma scientifica. Sul piano tecnologico questo cantiere è molto interessante. Quando era ancora pericoloso, abbiamo utilizzato dei piccoli robot per effettuare i prelievi al posto nostro. Abbiamo fatto intervenire anche esperti di geofisica con dispositivi ad alta tecnologia che inviano delle onde nel sottosuolo senza bisogno di scavare.

I prelievi effettuati vi hanno già dato delle risposte?
Gli studi di dendrocronologia sul legno della capriata ci hanno fornito elementi sull’evoluzione del clima all’epoca e l’impatto dell’uomo sulle foreste. Notre-Dame è una sorta di biblioteca che ha registrato tutti i cambiamenti ambientali nel Medioevo. Gli studi sui blocchi di pietra sono ancora in corso: ci permetteranno di stabilire una cartografia delle zone di estrazione dell’epoca intorno a Parigi e conoscere l’economia della pietra che si sviluppò intorno alla costruzione della Cattedrale. Studi mai fatti prima. Risultati interessanti sono già emersi dall’analisi della calce usata come legante per le pietre della volta: sono state rinvenute le tracce più antiche a noi note dell’uso del gesso, una tecnica innovativa per il XII secolo.

E nel settore della gru, che cosa avete trovato?
Sono emerse le vestigia di quella che era la banchina della Senna nel XII secolo, una sezione di muro di alcuni metri che fornisce elementi nuovi di topografia urbana.

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