Non sono il dio Vertumno

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Lui, il gigante di pietra armato di un randello, ha il naso formato da una pera, la barba da un carciofo, le braccia da mazzi di asparagi, le natiche da due grosse rape: è «Il custode dell’orto» (nella foto a sinistra), una rara scultura del XVI secolo di raffinata fattura, qui studiata da Susanna Zanuso, che traduce nelle tre dimensioni le invenzioni di Arcimboldo. Viene da Casa Della Torre Piccinelli di Trescore Balneario (Bg), dove era accompagnata da una lunga iscrizione in latino in cui il personaggio metteva in guardia dallo scambiarlo con il dio Vertumno, essendo lui un semplice «custode dell’orto». La Galleria Canesso, con Galleria Continua, lo presenta in via Borgonuovo 24 a Milano nella mostra «Il Custode dell’orto XVI secolo-Loris Cecchini XXI secolo» (fino al 10 giugno), insieme a quattro installazioni in acciaio lucente (nella foto a destra), concepite da Loris Cecchini (Milano,
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