Non riapre Santa Croce della Foce

La chiesa di Gubbio, «Luogo del cuore» Fai, era chiusa dal 1997. Ma i lavori non sono ancora terminati

Tina Lepri |  | GUBBIO (Pg)

Santa Croce della Foce, la chiesa subito fuori da Porta Metauro che risale al XIII secolo, è tra i luoghi cardine della devozione popolare perché sin dal Medioevo è il punto di partenza della processione del Venerdì Santo. La chiesa, che in un primo tempo pareva dovesse riaprire, non ha ancora riaperto perché i lavori non sono ancora stati terminati.

All’interno sono state salvate decine di tele del Seicento, gli altari spezzati, il soffitto ligneo a cassettoni dorati e intagliati, opera di Giovanni, Francesco e Giacomo Casali (fine secolo XVI), decorato nel Seicento con dipinti tradizionalmente attribuiti a Federico Zoi e Giovan Battista Michelini e la seicentesca fascia in stucco con motivi a racemi e volute che corre in alto lungo il perimetro della navata e continua nel sottarco con le formelle a rilievo della Via Crucis. È stata risanata anche la macchina d’altare in cui sono collocate le statue lignee del Cristo e di Maria Addolorata che vengono portate in processione.

Ma impegnativi sono stati soprattutto i lavori di consolidamento e messa in sicurezza dell’edificio realizzati grazie all’impegno della Confraternita, del Fai (nel 2014 furono oltre 12mila gli eugubini a firmare per salvare il loro «Luogo del cuore») e di Intesa Sanpaolo. Il restauro del soffitto del presbiterio, caduto negli anni ’70, è stato invece finanziato dal Ministero delle Infrastrutture e dei Trasporti con 2,4 milioni di euro, serviti anche per la sistemazione idraulica del vicinissimo torrente.

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