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Musei

Nominati i 13 nuovi direttori di museo

12 sono italiani, uno è straniero (Stéphane Verger, nominato al Museo Nazionale Romano). Alla Borghese Cappelletti, al Vittoriano e a Palazzo Venezia Edith Gabrielli

Mario Epifani, direttore di Palazzo Reale a Napoli

Stavolta uno straniero soltanto, francese, e dodici italiani. Il ministro per i Beni e le Attività Culturali e per il Turismo Dario Franceschini ha nominato i 13 nuovi direttori di istituti autonomi che comprendono nove musei, tre musei o parchi archeologici e la Biblioteca Girolamini di Napoli. In qualche caso si tratta di musei che già godevano di autonomia speciale ma erano rimasti senza un direttore stabile.

Tre i casi più eclatanti: Anna Coliva ha lasciato a giugno la Galleria Borghese a Roma perché andata in pensione; la Galleria Nazionale delle Marche a Urbino ha un direttore ad interim perché il predecessore Peter Aufreiter l’anno scorso aveva deciso di tornare in Austria e di non candidarsi per un secondo mandato; anche Palazzo Ducale a Mantova ha una guida ad interim perché pure l’altro austriaco della prima mandata, Peter Assmann, non aveva voluto proseguire con l’esperienza italiana. Va annotato: come già riportato da Edek Osser, gli stranieri che hanno tentato la via italiana stavolta erano molto meno numerosi rispetto al 2014. Il dato non ci sembra positivo e deve far riflettere.

Tra i nomi scelti qualcuno è noto a un pubblico più vasto di quello dell’arte, come Francesca Cappelletti che scrive spesso su «la Repubblica» o Edith Gabrielli che è una presenza costante per il suo ruolo soprattutto nelle pagine di cronache culturali. Sotto vi diamo i nomi: li ha selezionati una commissione presieduta dal direttore dell’Egizio di Torino Christian Greco che dapprima ha ricevuto 425 candidature, poi ha scremato fino a dieci nomi dai quali ha estratto una terna per ogni istituto. Dalla rosa finale Franceschini ha scelto i direttori di prima fascia (in pratica i tre musei romani); il neo Direttore generale musei Massimo Osanna ha deciso i responsabili dei nove musei di seconda fascia; infine la Direttrice generale delle biblioteche Paola Passarelli ha indicato chi guiderà i Girolamini.

Come logico si dichiara soddisfatto il titolare del dicastero: «Tredici importanti realtà del patrimonio culturale italiano hanno ora un direttore selezionato tra i massimi esperti internazionali, grazie all’accurato e scrupoloso lavoro di valutazione effettuato da una commissione di alto livello scientifico che ringrazio pubblicamente per il grande lavoro svolto in questi mesi. Un metodo innovativo che sta contribuendo con successo alla modernizzazione del sistema museale nazionale».

Ecco in sintesi i nuovi direttori. Prima Roma, poi gli istituti culturali napoletani, a seguire gli altri musei. Le virgolette sono dal comunicato del Mibact.

Francesca Cappelletti, Galleria Borghese di Roma. Ordinaria di Storia dell’Arte Moderna all’Università di Ferrara, è già nel comitato scientifico del museo con i suoi Bernini, Caravaggio e Canova: la studiosa è tra l’altro direttore scientifico della Fondazione Ermitage Italia. Pubblica molto, sia con testi accademici sia sui mass media, ha curato mostre.

Stéphane Verger, Museo Nazionale Romano. L’unico straniero guiderà il sistema che comprende Palazzo Massimo, Palazzo Altemps, le Terme di Diocleziano, la Crypta Balbi. Verger è Directeur d’Etudes I classe all’Ecole Pratique des Hautes Etudes di Parigi, è nel Consiglio scientifico del Louvre. Il ministro lo ha voluto tra l’altro anche perché ha svolto attività scientifica in Italia in archeologia, nel campo «delle culture antiche e della loro tradizione e presenza nelle culture post-antiche».

Edith Gabrielli, Vittoriano e Palazzo Venezia nella capitale. Storica dell’arte, ha diretto il centro di restauro della Venaria Reale a Torino ed era finora direttrice della Direzione regionale Musei del Lazio. «Si è occupata molto di gestione, tutela e valorizzazione del patrimonio culturale in ambito statale».

Antonella Cucciniello, Biblioteca e Complesso monumentale dei Girolamini di Napoli. Direttrice della Direzione regionale Musei Calabria, storica dell’arte. Va a gestire una delle situazioni più difficili, per il degrado, come ha scritto efficacemente Tina Lepri, in un enorme edificio costruito tra fine ’500 e metà del ’600 e in una biblioteca ricca di volumi antichi che era stata letteralmente saccheggiata.

Mario Epifani, Palazzo Reale di Napoli. Direttore di Palazzo Chiablese alla Soprintendenza Archeologia, Belle Arti e Paesaggio di Torino, è storico dell’arte presso il Museo e Real Bosco di Capodimonte, sempre nella città campana.

Annamaria Mauro, Museo Nazionale di Matera. «Architetto del Mibact con responsabilità direttive presso il Parco Archeologico di Pompei». Osanna, che ha guidato Pompei prima del nuovo incarico nazionale, conosce bene come lavora. L’istituto include il Museo Archeologico Nazionale Domenico Ridola e il Museo Nazionale d’Arte Medievale e Moderna della Basilicata in Palazzo Lanfranchi.

Maria Grazia Filetici, Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila. Anche lei architetto nel ministero, ha avuto incarichi di responsabilità nel Parco Archeologico del Colosseo. Va a guidare un istituto nella nuova sede inaugurata il 15 dicembre 2015 in un ex Mattatoio ristrutturato perché la collezione fino al 6 aprile 2009 era nella Fortezza Spagnola tuttora chiusa perché in restauro. Succede a Lucia Arbace che guidava il museo in qualità di direttore del Polo museale abruzzese.

Luigi Gallo, Galleria Nazionale delle Marche a Urbino. Storico dell’arte, è curatore presso le Scuderie del Quirinale. Nel Palazzo Ducale del duca di Montefeltro sostituisce Marco Pierini, direttore ad interim dal primo gennaio di quest'anno.

Maria Luisa Pacelli, Pinacoteca Nazionale di Bologna. Storica dell’arte, è curatrice di mostre e musei delle Gallerie d’Arte Moderna e Contemporanea a Ferrara.

Stefano L’Occaso, Palazzo Ducale di Mantova. Storico dell’arte e funzionario, ha incarichi direttivi nel museo-palazzo dei Gonzaga con la Camera degli Sposi del Mantegna e ha diretto il Polo museale della Lombardia.

Alessandro D’Alessio, Parco Archeologico di Ostia antica. Archeologo, dirige la Domus Aurea e conosce a fondo il parco di 150 ettari che era stato diretto da Maria Rosa Barbera dal 2017 al giugno scorso.

Francesco Muscolino, Museo Archeologico Nazionale di Cagliari. Anche l’archeologo ha avuto incarichi direttivi a Pompei. Va a guidare l’istituto inserito nel complesso museale della Cittadella dei Musei Giovanni Lilliu, fino a metà Ottocento Regio Arsenale.

Filippo Demma, Parco Archeologico di Sibari. Archeologo del Mibact, si è occupato del Parco Archeologico dei Campi Flegrei a Napoli. Il dicastero evidenzia come abbia esperienza nei siti archeologici anche subacquei. Diventa responsabile di uno dei luoghi più importanti del Mediterraneo per l'età arcaica e classica, ma che ha avuto spesso problemi, anche per ragioni esterne come, per esempio, allagamenti.

Stefano Miliani, edizione online, 14 settembre 2020

©RIPRODUZIONE RISERVATA

  • Filippo Demma, direttore del Parco Archeologico di Sibari
  • Francesca Cappelletti, direttrice della Galleria Borghese di Roma
  • Antonella Cucciniello, direttrice della Biblioteca e del Complesso monumentale dei Girolamini di Napoli
  • Stéphane Verger, direttore del Museo Nazionale Romano
  • Stefano L’Occaso, direttore del Palazzo Ducale di Mantova
  • Edith Gabrielli, direttrice del Vittoriano e di Palazzo Venezia a Roma
  • Alessandro D’Alessio, direttore del Parco Archeologico di Ostia antica
  • Francesco Muscolino, direttore del Museo Archeologico Nazionale di Cagliari
  • Maria Luisa Pacelli, direttrice della Pinacoteca Nazionale di Bologna
  • Annamaria Mauro, direttrice del Museo Nazionale di Matera
  • Maria Grazia Filetici, direttrice del Museo Nazionale d’Abruzzo dell’Aquila
  • Luigi Gallo, direttore della Galleria Nazionale delle Marche a Urbino

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