Nivola attraverso l'obiettivo di Anelli

Nel suo libro l’artista romano offre una lettura fotografica dell’opera dello scultore sardo

Particolare di un'immagine tratta dal libro
Walter Guadagnini |

È un omaggio a un grande scultore il volume Tino di Marco Anelli, ma è anche un bellissimo esercizio di lettura fotografica della scultura all’aperto, tema complesso e affascinante, poiché investe differenti tematiche, e dipende da diversi, e non sempre conciliabili, fattori.

Anelli, romano, classe 1968, basato a New York, affronta l’opera pubblica di Costantino Nivola, nato a Orani 1911, dove è scomparso nel 1988 dopo avere a lungo operato negli Stati Uniti, dapprima come art director e grafico per Olivetti, poi principalmente come scultore: ne esce un volume in bianco e nero dove i particolari si alternano alle visioni di insieme, dove la città appare e scompare tra le forme archietettoniche e scultoree, dove ancora si respira quel dialogo tra modernità e tradizione che ha segnato non solo l’opera di Nivola, ma un’intera stagione della cultura figurativa nell’immediato secondo dopoguerra.
Un lavoro denso, partecipato, una lezione sulle ombre, e del loro buon uso in scultura e in fotografia. 

Tino. Nivola in America,
di Marco Anelli, con testi di Stefano Salis, Kevin Moore e Vittorio Calabrese, 128 pp., 80 ill., Silvana Editoriale con Magazzino Italian Art di New York, Cinisello Balsamo 2021, € 35

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