Niente è come sembra

A Monaco di Baviera capolavori dell’arte fiorita in Belgio tra il 1860 e il 1960

«La vendetta» di René Magritte, 1938 o 1939, Anversa, Museo Reale di Belle Arti © René Magritte, VG Bild-Kunst, Bonn 2021, Ch. Herscovici, Collezione KMSKA. Foto Hugo Maertens
Francesca Petretto |  | Monaco di Baviera

Dal 15 ottobre al 6 marzo la Kunsthalle München espone nella mostra «Fantasticamente reale. Il Modernismo belga da Ensor a Magritte» capolavori dell’arte fiorita in Belgio tra il 1860 e il 1960 circa. Il composito e ambivalente «Fantastique réel» sembra la massima espressione della fusione delle due identità culturali e politiche del Belgio, quella francofona della Vallonia e quella fiamminga di lingua olandese. Facendo riferimento a questa caratteristica dell’arte moderna belga, la mostra ne traccia lo sviluppo dalla metà del XIX alla metà del XX secolo inserendo le opere nel loro contesto storico e culturale.

I tentativi dei suoi esponenti di riesplorare i confini tra realtà e fantasia sono sintetizzati in 130 dipinti, disegni, stampe e sculture di James Ensor, Paul Delvaux, René Magritte, Eugène Laermans, Constant Permeke e Rik Wouters, alla ricerca del fantasticamente reale, tra scene e soggetti di vita quotidiana ritratti nella loro nuda semplicità e raffigurazioni di misteri, atmosfere e maschere fantastiche non proprie del mondo dell’immanente. Si tratta di un fenomeno risalente a Bosch e Brueghel il Vecchio, declinato dalla nuova estetica dell’arte moderna, come la definì nel 1887 lo scrittore Edmond Picard, in forme che guardano «con sospetto alla vita, alle persone, alle cose... afflitte da pensieri inquietanti. [Perché] niente è così semplice come sembra».

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