New York premia l’ultracontemporaneo

Risultati non particolarmente eclatanti per le aste di fine settembre. Spiccano però le performance di Danielle Orchard, Christina Quarles, Lynne Drexler. Fra gli storicizzati svetta Willem de Kooning

«A Shaddow of Whut I Once Was» (2017), di Christina Quarles. © Christie’s Images Ltd 2022
Elisa Carollo |

Ripartenza non particolarmente entusiasmante per il mercato delle aste a settembre a New York, anche a causa del momento difficile per gran parte dei mercati finanziari con l’inflazione alle stelle e i continui aumenti dei tassi di interesse. A mancare però è stata anche la qualità dei lotti fra le varie case d’asta, con l’unica eccezione della «Contemporary Curated sale» di Sotheby’s sotto l’inaspettata curatela dell’attore Robert Pattinson (che ricordavamo come vampiro di Twilight). In generale, le vendite si sono confermate entro le stime iniziali per Phillips, Christie’s e Sotheby’s, in quello che sembra un riassestamento del mercato, senza le folli speculazioni dello scorso maggio.

Ad aprire le danze è stata Phillips il 28 settembre con un’asta dedicata soprattutto all’ultracontemporaneo, che ha totalizzato 8.372.096 dollari (diritti inclusi), con un 86% di venduto e nuovi record per Angeles Agrela, Hugh Steers, Ana Benaroya, Wes Lang, Alan Shields e Amanda Baldwin. I top lot sono stati nomi già noti come George Condo (289mila dollari, da una stima di 70-90mila), il giovane ma da tempo «hot» Louis Fratino (277mila), Sarah Hughes (151.200) o Ayako Rokkaku (151mila).

Si conferma la forte richiesta per l’artista Danielle Orchard: con una lista d’attesa infinita da Perrotin che la rende inaccessibile, veniva già offerta nei mesi precedenti sui 100-150mila dollari nel mercato secondario, quando nel primario è sui 30mila. Ma i collezionisti pare siano disposti a pagare queste cifre: da Phillips ha fatto 176mila, sebbene al di sotto del record di 287.500 raggiunto in un’asta di beneficenza per il Public Art Fund lo scorso novembre.

Il giorno successivo Christie’s ha totalizzato 25.780.734, con l’82% di venduto, benché in calo dell’1,5% rispetto alle aste di maggio. L’asta di Christie’s è stata più equilibrata fra bluechip dell’arte moderna e di quella contemporanea, con alcune perle di qualità, sebbene senza capolavori eclatanti.
«Untitled» (1964 ca), di Willem de Kooning. © Sotheby’s
Fra i top lot rimane forte il mercato per Vija Celmins con «Untitled (Moon Surface #1)» e Sam Gilliam con lo splendido drappo «Idylls I» (entrambi venduti a 756mila dollari). Si conferma l’attenzione per Christina Quarles, aggiudicata a 693mila, ma già più in linea con i prezzi dell’ultima personale da Hauser & Wirth a New York (intorno ai 500mila), mentre il suo record è stato battuto a maggio per 4,5 milioni.

Risultato migliore di tutti per Sotheby’s, con un totale di 35 milioni, sebbene anche qui in flessione dell’8% rispetto alla scorsa stagione. Top lot lo spettacolare «Untitled» di De Kooning dalla collezione di Sally Goldreyer aggiudicato a 4,16 milioni (stima 1,8-2,5 milioni) e Christina Quarles, aggiudicata a 630mila con «Push ’Em Little Daisies». Confermata l’attenzione per categorie a lungo poco rappresentate, quali artiste donne e altre minoranze.

Fra i nomi emersi in questa tornata sicuramente Lynne Drexler, con aggiudicazioni 2-3 volte sopra la stima in tutte le aste, dopo l’inaspettato record dello scorso marzo di 1,2 milioni per un’opera ceduta dal Farnsworth Museum. Da Sotheby’s l’opera del 1966, «Untitled», da una stima di 150-200mila è volata a 579.600.

Si conferma in atto anche l’operazione su Ernie Barnes, semisconosciuto fino a poco tempo fa, dopo il record di 15,3 milioni lo scorso maggio e ora che l’«estate» è co-gestito (strategicamente da Ortuzar Projects e Andrew Kreps). Non sembra aver giovato, invece, al mercato di Robert Colescott l’ampia retrospettiva al New Museum, con risultati tutti sotto la stima minima. Pochissimi i nomi italiani, seppur di qualità, come Lucio Fontana con le sue sfere da Sotheby’s (163.800 dollari) o i lavori di Arnaldo Pomodoro da Christie’s.

In generale persiste l’attenzione del mercato soprattutto sull’arte degli ultimi anni, se non addirittura ancora «fresca» da esposizioni appena chiuse. Così, anche per attenuare la speculazione derivante dal crescente coinvolgimento delle case d’asta nel primario, in queste vendite di mezza stagione si sono esplorati nuovi format più «equi» come Artist’s Choice da Sotheby’s, dove ognuno dei 7 lotti è stato consegnato congiuntamente dall’artista e dal suo gallerista e con un 15% destinato a una causa o a un’organizzazione designata dall’artista. L’esperimento ha portato risultati misti, con un lotto ritirato (Alexandre Lenoir) e nuovi record per Kennedy Yanko (176mila) e Vaughn Spann (325mila).

Christie’s ha invece presentato 6 opere incentrate sull’afrofuturismo consegnate direttamente da Galerie Myrtis di Baltimora.

© Riproduzione riservata
Altri articoli di Elisa Carollo