Nello yogurt ci sono gli alieni?

Federico Florian |  | New York

Quesiti esistenziali o esilaranti nelle opere di Fischli & Weiss al Guggenheim Museum

Il video «The Way Things Go» (1986-87), forse il lavoro più noto di Fischli & Weiss, descrive un avvincente gioco di reazioni a catena tra una serie di oggetti disparati. La macchina da presa segue i movimenti di questi silenti protagonisti: gomme d’auto che rotolano, palloncini che si sgonfiano, sostanze infiammabili che prendono fuoco, palline catapultate da assi di legno. Piccole catastrofi ravvivano questo mondo inanimato, azionando una danza meccanicistica il cui principio di base è l’assoluta precarietà. Gli oggetti, a volte, rivelano un lato conturbante: tutta l’arte di Fischli & Weiss (Peter Fischli, 1952, David Weiss, 1946-2012) non è altro che una meditazione sul potenziale straordinario di ciò che, a prima vista, ci appare ordinario.

Il Solomon Guggenheim Museum, dal 5 febbraio al 20 aprile, ospita la prima
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