Nel Santo Sepolcro: il lavoro che ogni archeologo vorrebbe

Nuova fase tutta italiana di interventi in uno dei luoghi simbolo più importanti al mondo

Raffaella Giuliani |

Gerusalemme. Lavorare nel Santo Sepolcro: la proposta, rivolta al Dipartimento di Scienze dell’Antichità dell’Università di Roma Sapienza, è di quelle che segnano indelebilmente la carriera e la vita di un archeologo. Il Santo Sepolcro, uno dei luoghi simbolo più importanti al mondo, per i cristiani forse in assoluto quello più significativo, scenario della morte e della risurrezione di Gesù, è da tempo sotto costante osservazione da parte delle comunità religiose che, secondo il regime dello status quo, custodiscono la basilica garantendo lo svolgimento del culto e la cura del monumento.

Le principali comunità sono il patriarcato greco-ortodosso, la francescana Custodia di Terra Santa e il patriarcato armeno. Dopo i lavori di restauro, svolti tra il 2016 e il 2017 da parte dell’Università Tecnica di Atene, nell’edicola che racchiude ciò che resta della tomba di Gesù, erano stati
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