Nel nome di papà Pablo al Museo Picasso

10 punti di vista sull’eredità artistica e ideologica del maestro spagnolo

Roberta Bosco |

Barcellona (Spagna). Giusto un mese prima dell’inaugurazione de «En el nombre del padre» (Nel nome del padre), la mostra più attesa della stagione del Museo Picasso, l’artista Eulalia Valldosera ha realizzato una performance medianica per trasmettere le informazioni che si nascondono dietro le pennellate del ritratto che nel ’57 Picasso fece a Jacqueline Roque, la sua ultima compagna.

Tramite l’autoipnosi, spiega Rosa Martínez, curatrice del progetto, la Valldosera accede a tensioni irrisolte «per curare vecchie ferite e ristabilire l’equilibrio tra le forze maschili e femminili». Il video dell’azione sarà visibile dal 7 giugno al 24 settembre nella mostra che attraverso una trentina di opere di dieci creatori contemporanei analizza l’eredità estetica e ideologica di Picasso da un insolito punto di vista critico.

«La mostra si snoda tra due poli. Da un lato il Picasso politico
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