Nel fiume di Bangkok la spazzatura della civiltà

Da Gagosian a Roma la serie thailandese di Andreas Gursky

Andreas Gursky «Bangkok» Foto/Photo: Matteo D’Eletto, M3 Studio © Andreas Gursky. Courtesy Gagosian
Chiara Coronelli |

Roma. Tutta l’opera fotografica di Andreas Gursky (nato a Lipsia nel 1955) è in dialogo con la pittura, la postproduzione cui sottopone le immagini fa eco alla pratica pittorica, ai suoi tempi lunghi, alle sovrapposizioni e variazioni. Allievo dei Becher all’Accademia di Düsseldorf, e oggi uno dei nomi più rilevanti dell’arte contemporanea, da sempre l’autore tedesco è concentrato nella composizione di una sorta di «enciclopedia della vita» dove, attraverso le sue opere monumentali, osserva la relazione dell’uomo con l’ambiente, che questo lo porti dai luoghi del lavoro a quelli dello sport, dai musei alle Borse internazionali, dai siti archeologici agli uffici, dai paesaggio agli assembramenti dei rave party.

La fotografia come replica della realtà è una prospettiva che gli va stretta fin dagli esordi, «Quando ho iniziato il mio lavoro, sentivo che sarei stato sempre dipendente dal
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