Nel Castello c’è il mago di Boz

Julien Friedler rilancia Fluxus e l’arte collettiva e contemplativa

Franco Fanelli |  | Rivara (To)

«La foresta delle anime» di Julien Friedler (Bruxelles, 1950) mette temporaneamente radici nel Castello di Rivara, il Centro d’arte contemporanea ideato da Franz Paludetto. L’artista belga riassume alla perfezione lo spirito del luogo, dove sono di casa la sperimentazione e la volontà di non costringere l’arte in etichette e marchi di fabbrica. Friedler incarna ciò che di più positivamente eversivo hanno lasciato in eredità l’arte e la filosofia del Novecento. Nella sua opera multiforme si colgono echi di Fluxus ma anche del pensiero libertario e anarchico; l’arte è una questione partecipativa e collettiva e la sua associazione «Spirit of Boz» ha come obiettivo la ricerca e la connessione nel mondo di individualità espressive spazianti dal Togo all’Argentina e comunque, concettualmente, al di fuori dei «codici» che governano l’arte contemporanea. «La Foresta delle Anime»,
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