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Anna Maria Farinato
Leggi i suoi articoliL‘anno solare non si è ancora concluso, ma numeri alla mano il record del 2019, anno delle celebrazioni per il Bicentenario del Prado, è già stato superato: allora erano stati 3.203.417, mentre negli ultimi 12 mesi hanno varcato la soglia del museo madrileno 3.209.285 visitatori, in media 8.940 al giorno, con il picco di 14.345 presenze fatto registrare il 27 dicembre.
Ieri il direttore del museo, un più che soddisfatto Miguel Falomir, ha tirato le somme del 2023 in una diretta su Instagram: «Non si può misurare un museo solo dal numero di visitatori, ma senza dubbio avere un pubblico numeroso è qualcosa che dà sempre enormi soddisfazioni», ha dichiarato, ripercorrendo «un anno davvero prolifico in termini di quantità, qualità e varietà di attività. Solo in termini di mostre, e solo nella sede di Madrid, ne abbiamo avute otto». Tra queste, è ancora in corso, fino al 3 marzo, «Reversos», dedicata a quel che normalmente non si vede, «la faccia nascosta delle opere d’arte»; tra la primavera e l’estate era toccato, tra le altre, a «Guido Reni» e a «Picasso, el Greco e il Cubismo analitico».
Sul totale delle visite, 1.547.213 persone (pari al 48,21%) hanno avuto accesso al museo gratuitamente: «Credo che uno dei punti d'onore del Museo Nacional del Prado sia quello di essere probabilmente il museo europeo con il maggior numero di ore gratuite», ha sottolineato il direttore. Il Prado è visitabile gratis dal lunedì al sabato dalle 18 alle 20 e la domenica e i festivi dalle 17 alle 19. Falomir non ha mancato di riconoscere i meriti «dei lavoratori del museo, degli sponsor e soprattutto del pubblico», compreso quello virtuale, per il traguardo raggiunto.
Per il 2024, intanto, il Prado annuncia una mostra, a cura di Javier Barón, su un periodo convulso della storia spagnola, tra la fine dell’Ottocento e il primo decennio del Novecento, segnato da grandi cambiamenti sociali e dalla perdita delle colonie d’oltremare, cambiamenti che puntualmente si riverberano anche nelle arti; curata da Gloria Moure, «Polke / Goya» analizzerà il rapporto tra l'artista tedesco Sigmar Polke (1940-2010), con uno dei «grandi di Spagna», il pittore. e incisore Francisco de Goya y Lucientes, vissuto due secoli prima Goya. “Polke/Goya” (titolo provvisorio), con il patrocinio della Fondazione Amici del Museo del Prado e la collaborazione del Comune di Madrid, comprenderà oggetti, fotografie, dipinti, film e disegni in un insieme eterogeneo che rivelerà la connessione di entrambi gli artisti sia nei temi che nelle fatture., e inviterà i visitatori a superare i confini tra materiali, scuole e cronologia in "Darse la Mano".
Inoltre, riaffermerà il suo impegno a rendere più visibile il ruolo delle donne nella storia dell'arte con la seconda edizione dell'itinerario "El Prado en femenino" e tutto questo insieme a mostre strettamente legate al DNA del museo come "El taller de Rubens" e l'esposizione, per la prima volta in Spagna, di una favolosa natura morta di Zurbarán proveniente dal Norton Simon Museum in California.seguirà mentre in autunno (dal 15 ottobre al 26 febbraio 2025) accoglierà un focus sulla «Bottega di Rubens», a cura di Alejandro Vergara.
Visitatori nel Museo Nacional del Prado. Foto © Museo Nacional del Prado
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