Nei Parcours ora anche l’Asia «civile»

Antonio Aimi |  | Parigi

Tra l'8 e il 13 settembre si tiene a Parigi la XIV edizione dei Parcours des Mondes, apertura concertata di gallerie specialiste in arte etnografica

«Dato che ci siamo aperti verso l’Asia, potremmo dire, citando Mao Tse Tung, che questo è l’anno del grande balzo in avanti», ha dichiarato tra il serio e il faceto Pierre Moos, direttore dei Parcours des Mondes, in esclusiva al Giornale dell’Arte. A dire il vero anche nelle edizioni precedenti era presente l’arte dell’Asia, ma si trattava dell’Asia tribale.

L’arte di quelle che con un termine etnocentrico si è soliti considerare «grandi civiltà» era trattata solo dalla galleria Dalton-Somarè che, oltre all’arte africana, disponeva anche di pezzi di arte indiana. Ora questa esclusione viene a cadere perché, anche se la tradizione museografica e collezionistica di alcuni paesi come la Francia e l’Italia ha riservato a Cina, Giappone ecc. uno spazio spesso
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