Neanche al polo la cultura è congelata

Il British Museum racconta la storia e l'arte delle popolazioni artiche

Sam Wyles, Collection Manager del British Museum, installa un parka di Flora Nanuk (1925-2004) ottenuto dall’intestino di una foca © The Trustees of the British Museum
Federico Florian |  | Londra

Fino al 21 febbraio il British Museum ospita una grande mostra sulla storia e la cultura delle popolazioni artiche, supportata da Citi. «“Arctic: culture and climate” è un progetto espositivo ambizioso e coraggioso, che affronta un interrogativo essenziale: come gli esseri umani possono vivere in condizioni climatiche estreme», dichiara il direttore Hartwig Fischer.

Residenza di circa 400mila popolazioni indigene appartenenti a più di 40 gruppi etnici, il circolo polare artico ha ospitato comunità e culture per oltre 30mila anni. Attraverso reperti dalla collezione e prestiti internazionali, la mostra raccoglie manufatti di epoca archeologica sino a opere e oggetti a noi contemporanei, che rivelano le sfaccettature di una cultura plasmata da un ambiente ostile e dall’intima relazione con la natura.

Fra i pezzi forti, una slitta di narvalo e ossa di caribù barattata da Sir John Ross durante la sua spedizione del 1818 in Groenlandia, che segnò il primo incontro tra europei e popolazioni Inughuit. In mostra anche opere appositamente commissionate ad artisti contemporanei, fra cui l’inukshuk di Piita Irniq, un monumento di pietre accatastate tradizionalmente usato dagli Inuit per marcare un’area di raccolta o come punto di riferimento per la navigazione.

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