Napoleone d’Egitto

Una missione spagnola scava nel sito dove sorgeva la «dimora dei milioni di anni»

Francesco Tiradritti |  | Luxor

I templi che i sovrani del Nuovo Regno (1550-1075 a.C.) costruirono sulla riva ovest di Luxor avevano l’appellativo di «dimore dei milioni di anni» a significare che erano concepiti per sfidare il tempo e perpetuare il ricordo dei loro proprietari in eterno. La realtà era molto più prosaica e ogni struttura aveva una durata effimera. Ogni successore smontava quella del predecessore per riutilizzare il materiale da costruzione. I campi di rovine in abbandono venivano spesso adibiti a spazio cimiteriale, tornando così all’utilizzo antecedente alla costruzione del tempio.

Questo fenomeno è ben documentato dal sito dove un tempo sorgeva la «dimora dei milioni di anni» di Thutmosi III (1479-1425), il sovrano che, per le gloriose conquiste militari, ha ricevuto l’appellativo di «Napoleone d’Egitto». Da nove anni vi scava una missione archeologica spagnola, diretta da Miryam Seco, che si è resa
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