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Musealia Americana | Kimbell Art Museum

Viaggio negli Stati Uniti alla scoperta di musei poco noti in Italia. Fort Worth, Texas

I «Bari» di Caravaggio, appartenuti al cardinale del Monte e acquistati dal museo americano nel 1987. Fort Worth, Kimbell Art Museum

Il Kimbell Art Museum di Fort Worth aprì al pubblico nel 1972 in seguito a un lungo processo che prese avvio nel 1936 con l'istituzione della Kimbell Art Foundation. Voluta dal facoltoso magnate e collezionista d'arte Kay Kimbell, la Fondazione raccoglieva prevalentemente dipinti inglesi e francesi del XVIII e XIX secolo. Alla morte del tycoon, nel 1964, la collezione della Fondazione custodiva all'incirca 260 dipinti e più di 80 altre opere di vario genere. Kay Kimbell e la moglie Velma non ebbero figli e lasciarono i loro beni all'ente che avevano creato per «promuovere l'arte a Fort Worth e in Texas». I coniugi sognarono e resero possibile la creazione di un museo che sarebbe dovuto appartenere alla «prima classe» delle strutture museali statunitensi.

Il Kimbell Art Museum è effettivamente divenuto un centro culturale di prim'ordine. Coerentemente con lo statuto predisposto nel 1966, tra le altre attività la Fondazione che gestisce il museo acquisisce opere «di certificata eccellenza», manufatti che caratterizzano un determinato artista o periodo storico. Non si tratta di una collezione enciclopedica; l'istituzione non mira alla completezza storica, bensì a singoli oggetti «del più alto livello estetico possibile». La ratio di questo approccio sta nel riconoscere nel singolo capolavoro uno strumento educativo più efficace rispetto a una serie di opere minori.

Negli ultimi decenni la Kimbell Art Foundation ha portato avanti sul mercato internazionale una rilevante campagna di acquisizioni di opere d'arte che sono andate ad aggiungersi al lascito dei fondatori. Tra il 1965 e il 1975 sono giunti a Fort Worth il «Cristo benedicente» di Giovanni Bellini (1500), il dipinto cubista di Picasso «Uomo con pipa» del 1911, «La Pointe de la Hève con la bassa marea», opera di Monet del 1865, e la «Resurrezione di Lazzaro» dipinta tra il 1310 e il 1311 da Duccio come predella posteriore per la sua celebre «Maestà».

Il Kimbell Art Museum ha portato a segno i suoi più importanti colpi sul mercato dell'arte internazionale sotto la direzione di Edmund P. Pillsbury, in carica dal 1980 al 1998. Nel 1981 ha acquisito il «Ritratto di Don Pedro de Barberana», dipinto da Diego Velázquez tra il 1631 e il 1633. Membro del Consiglio privato del re Filippo II di Spagna, il soggetto è raffigurato con l'abito dell'Ordine di Calatrava e con l’ineguagliabile introspezione psicologica che caratterizza i ritratti di Velázquez.

Allo stesso anno risale un'altra eccezionale acquisizione, quella del capolavoro di Georges de La Tour intitolato «Baro con l'asso di fiori», dipinto dall'artista lorenese tra il 1630 e il 1634. Si tratta di uno dei più importanti dipinti francesi del Seicento, di cui un'altra versione autografa, con alcune varianti, è custodita a Parigi al Louvre. Frequentemente messo in relazione con Caravaggio, Georges de La Tour è un grandissimo e raro pittore: il catalogo delle sue opere non arriva neanche a quaranta dipinti.

Lo stesso Kimbell Art Museum di Fort Worth consente uno splendido confronto tra La Tour e Caravaggio, grazie a due capolavori di simile soggetto. Quasi a formare un dittico, a fianco del «Baro con l'asso di fiori» del pittore francese sono esposti i celeberrimi «Bari» di Caravaggio, appartenuti al Cardinale del Monte e acquistati dal museo americano nel 1987.

Particolarmente interessanti sono anche i due bozzetti di terracotta «Angelo con cartiglio» e «Angelo con corona di spine» che Gian Lorenzo Bernini eseguì su commissione di papa Clemente IX Rospigliosi per la decorazione di Ponte Sant'Angelo a Roma. Ad essi nel 2003 la Kimbell Foundation è riuscita ad affiancare un'altra straordinaria opera in terracotta di Bernini con l'acquisto del modello per la Fontana del Moro in Piazza Navona a Roma.

Tra gli importanti obiettivi raggiunti da Eric M. Lee, attuale direttore in carica dal 2009, vi è sicuramente l'acquisto della prima opera pittorica nota di Michelangelo. Secondo i biografi Giorgio Vasari e Ascanio Condivi, l'affascinante tavola che raffigura «Le tentazioni di Sant'Antonio» sarebbe stata dipinta dal giovane Michelangelo ispirandosi all'incisione di analogo soggetto del pittore tedesco Martin Schongauer. Questa copia rivisitata che il genio del Rinascimento dipinse nel 1487, tra i dodici e i tredici anni di età, è anche il primo dipinto di Michelangelo a entrare in una collezione americana.

Una delle peculiarità più interessanti del Kimbell Art Museum consiste nella sua struttura architettonica, anch'essa un'opera d'arte. Il complesso edificio, disegnato dall'architetto Louis Kahn e inaugurato nel 1972, prevede l'utilizzo del piano terreno per l'accoglienza e per gli uffici e il piano superiore per le gallerie espositive, in modo da poter fruire della costante illuminazione naturale. Frutto degli approfonditi studi di Kahn in tema di illuminazione, le volte cicloidi del soffitto sono dotate di lunghi lucernari che filtrano all'interno delle sale una meravigliosa luce indiretta, scongiurando la luce solare non filtrata che si rivelerebbe dannosa per le opere.

Nel 2013, a una cinquantina di metri di distanza dal complesso architettonico di Louis Kahn, è stata inaugurata una nuova ala espositiva del museo. A progettare la nuova struttura, in dialogo con l'edificio preesistente, non poteva essere che Renzo Piano. L'architetto italiano da giovane collaborò infatti con lo studio di Kahn e già aveva lavorato in Texas firmando il progetto della Menil Collection di Houston. Piano ha disegnato il nuovo edificio con un tetto in alluminio e vetro caratterizzato da pannelli che controllano la diffusione della luce all'interno delle sale e che, grazie a celle fotovoltaiche, consentono la produzione di energia per illuminare l'edificio durante le ore notturne.

Confermando l'interazione fra luce e arte quale cifra fondamentale dell'istituzione di Fort Worth, Renzo Piano ha assolto in pieno la visione del suo predecessore e mentore Louis Kahn, il quale sosteneva che «ogni opera d'arte dovrebbe essere ammirata con la luce naturale» e, riferendosi al Kimbell Art Museum, «specialmente qui dove vedrete opere d'arte che sono davvero poesia».

Thomas Clement Salomon, edizione online, 22 giugno 2020


  • Una veduta esterna dell'edificio del museo, firmato da Louis I. Kahn. Fort Worth, Kimbell Art Museum
  • Diego Velázquez, «Ritratto di Don Pedro de Barberana». Fort Worth, Kimbell Art Museum
  • Michelangelo Buonarroti, «Tentazioni di Sant'Antonio» (particolare). Fort Worth, Kimbell Art Museum
  • Un interno dell'edificio del museo, firmato da Louis I. Kahn. Fort Worth, Kimbell Art Museum
  • Georges de la Tour, «Il baro con l'asso di fiori». Fort Worth, Kimbell Art Museum

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