Musa sì, ma creativa e sovversiva

Meret Oppenheim tra sodali e seguaci

Ada Masoero |  | Lugano

A poco più di due anni dall’uscita della documentatissima biografia Johan & Levi dedicata da Martina Corgnati a Meret Oppenheim (cfr. n. 347, nov. ’14, p. 29), l’artista svizzera è oggetto della mostra «Meret Oppenheim opere in dialogo. Da Max Ernst a Mona Hatoum», aperta al Masi-Museo d’arte della Svizzera italiana dall’11 febbraio al 28 maggio (catalogo Skira) e curata da Guido Comis e Maria Giuseppina Di Monte.

Nata nel 1913 a Berlino da padre tedesco e madre svizzera, scomparsa nel 1985 a Basilea (la famiglia si stabilì in Svizzera negli anni Trenta, in fuga dal nazismo), donna di grande fascino e bellezza, Meret Oppenheim è stata a lungo relegata nel ruolo di musa e ispiratrice dei grandi surrealisti, specialmente di quelli con cui ebbe amicizie, storie pubbliche o amori segreti (come con Marcel Duchamp: lo ha scoperto la Corgnati).

In realtà l’artista fu molto più di questo. Era
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