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Musei

Moratoria antivirus per i musei Usa

Un grande passo verso la sopravvivenza delle istituzioni statunitensi

Il deposito del Brooklyn Museum a New York

New York. A più di un mese dalle chiusure dovute al Covid, molto è successo nel mondo dei musei americani. Le prime reazioni sono state anche qui orientate alla digitalizzazione dei contenuti. Passato il primo momento, l’impatto economico del virus ha causato una raffica di licenziamenti, congedi non pagati e riduzione di salari.

Diversamente dall’Europa, i musei americani sono generalmente enti privati che fanno affidamento su biglietteria, negozi e caffetterie, nonché sulla sponsorizzazione di aziende anch’esse oggi in difficoltà. La situazione è così grave che l’American Association of Museum Directors (Aamd) ha emanato una risoluzione senza precedenti che affronta il modo in cui i musei possono utilizzare i fondi speciali detenuti da alcune istituzioni, come quelli provenienti da donazioni o da vendite di opere.

Le linee guida ufficiali dell’Aamd, così come quelle dell’American Alliance of Museums (Aam), affermano che qualsiasi somma raccolta dalla vendita di opere della collezione di un museo deve confluire nel fondo per ulteriori acquisizioni e non può essere utilizzata per i costi di manutenzione e gestione. Secondo la nuova risoluzione «l’Aamd si asterrà dal censurare o sanzionare qualsiasi museo (o censurare, sospendere o espellere qualsiasi direttore di museo) che decidesse di utilizzare fondi di donazioni per spese operative generali».

Il documento affronta anche le modalità con cui un museo potrebbe utilizzare il ricavato delle vendite di opere d’arte per pagare le spese relative alla cura diretta delle collezioni.

Questa dichiarazione, a suo modo straordinaria, è una risposta all’impatto economico di Covid-19 sui bilanci dei musei americani, e all’incertezza dei tempi in cui la raccolta fondi potrà tornare alla normalità. A tutti gli effetti non cambia le norme attualmente in vigore, ma pone una moratoria sulle azioni punitive fino al 10 aprile 2022. Tuttavia, anche se i direttori dei musei non hanno l’autorità legale per approvare la destinazione dei fondi soggetti a restrizioni, l’associazione spera che questa dichiarazione incoraggi le autorità a consentire l’uso di tali risorse. È un grande passo avanti per la sopravvivenza di molte istituzioni private.

Maria Sancho-Arroyo, da Il Giornale dell'Arte numero 408, maggio 2020



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