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Aste

Morandi testa d’ariete

Stessa stima da Christie’s e Sotheby’s

La «Natura morta» del 1939 di Giorgio Morandi in vendita da Sotheby's. © Sotheby's

Milano. Il viaggio nella storia dell’arte italiana del Novecento tracciato dall’appuntamento organizzato da Christie’s a Milano, il 3 e il 4 aprile, sotto le insegne del marchio «Thinking Italian», conta una presenza importante di Giorgio Morandi, di cui sono messi all’incanto due «Nature morte» assai riconoscibili, rispettivamente del 1952 (stima 700mila-1 milione di euro) e del 1947 (500-700mila) e un luminoso paesaggio rurale del 1943 che risente dell’influenza di Cézanne (280-350mila).

Lo Spazialismo è ben rappresentato da alcuni «Concetti spaziali» di Fontana (fra cui un taglio singolo su fondo rosa acceso del 1967, valutato 800mila-1,2 milioni) e due «Superfici» di Castellani, che si confrontano con un «Uovo scultura» di Manzoni (100-150mila) e con un «Bianco» (1954) di Burri, parte della serie di esperimenti radicali realizzati dall’artista sulla materia a partire dal ’49 (300-500mila).

La vendita include «Ritratto di Betty e Nora Baer» del 1909 di Umberto Boccioni (350-450mila) e alcune opere della serie dei «lattici» di Piero Dorazio, una raccolta di opere pop di Mario Schifano degli anni Sessanta, ma anche un gruppo di dipinti che esemplificano l’arte figurativa italiana degli anni 1920-40 fra Realismo magico, il gruppo de «Les Italiens à Paris» e la Scuola romana con lavori, fra gli altri, di Ubaldo Oppi («Giovani donne al mare», 80-120mila) e Mario Tozzi.

La copertina del catalogo dell’asta di arte contemporanea che sarà battuta da Sotheby’s l’11 aprile a Milano è invece dedicata a un monocromo storico di Mario Schifano, «7 agosto 1961», uno smalto, olio e carboncino su carta applicata su tela, proveniente da una collezione privata romana stimato 550-700mila euro.

Anche Sotheby’s punta poi su Morandi con una «Natura morta» del 1939 esposta al MoMA di New York nella celebre mostra «Twentieth century Italian art» del 1949 (700mila-1 milione) e con un «Paesaggio» del 1942 che vanta esposizioni prestigiose fra cui la Biennale di Venezia del ’66 (300-400mila).

Di rilievo anche «Intérieur Métaphyisique» di de Chirico, un olio su tela del 1925, già nella collezione di Léonce Rosenberg (380-450mila) e una delle sette varianti della «Casa di Lucrezio» (1981) di Giulio Paolini (250-350mila). Significativa testimonianza della fertile collaborazione fra artisti è offerta da «Venerdì Santo a Madrid», opera realizzata da Lucio Fontana e Roberto Crippa nel 1960. Essa si pone come una sorta di pala d’altare atea e contemporanea che i due autori idearono in seguito a un viaggio a Madrid, colpiti dalla drammaticità dell’arte spagnola (600-800mila). Nello stesso giorno, Sotheby's tiene la sessione di vendita dedicata alla collezione Hockemeyer.

Elena Correggia, da Il Giornale dell'Arte numero 396, aprile 2019


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