Modì mitteleuropeo

All’Albertina 130 opere da tutto il mondo nella prima mostra dell’artista livornese in Europa centrale

Amedeo Modigliani, «Nudo Sdraiato», 1917
Flavia Foradini |  | Vienna

La mostra era stata concepita per il centenario della morte di Amedeo Modigliani nel 2020, ma la pandemia ha reso necessario posticiparla di un anno. Ora dal 17 settembre al 9 gennaio l’Albertina gli rende omaggio con 130 opere giunte a Vienna da ogni dove. Una retrospettiva su tutte le sue fasi produttive ma anche una contestualizzazione: «Abbiamo scelto di sottolineare come Modigliani fosse una figura cruciale della Parigi dell’epoca e del modernismo internazionale, presentando anche l’humus creativo in cui si evolse fra l’altro da scultore a pittore: tuttavia non soltanto attraverso Picasso bensì anche con Brancusi e con una selezione di sculture Khmer e sculture africane dal Musée du quai Branly», spiega il direttore dell’Albertina Klaus Albrecht Schröder, che ha chiamato Marc Restellini come curatore.

«È la prima volta che si presenta Modigliani nella Mitteleuropa. Noi abbiamo il suo “Mezzonudo” del 1918, un quadro che dipinse a Nizza, di una ignota prostituta, un importante dipinto tardo con occhi ciechi. A Praga, Budapest o Lubiana non hanno opere di Modigliani. Il centenario è stato un ottimo motivo per presentare anche qui questo artista affascinante, e lo possiamo fare con prestiti dai maggiori musei e collezioni private. Dati i costi assicurativi iperbolici è stata fin da subito un’iniziativa eccezionale, e siamo quindi molto grati di averla potuta posporre, ricalendarizzando i prestiti».

Fra i punti forti della selezione, il «Nudo accovacciato» del 1917 dal Koninklijk Museum voor Schone Kunsten di Anversa (1917), scelto per il manifesto della mostra, diverse opere dalla collezione Jonas Netter e dal Metropolitan Museum, fra cui il «Nudo disteso» (1917), e alcune teste, da Minneapolis (1911/12), Karlsruhe (1913) e Filadelfia (1911-12).

La mostra, realizzata in collaborazione con il Musée Picasso di Parigi, che ha messo a disposizione numerose opere, sarà visibile solo all’Albertina. Per l’occasione è stata annunciata l’attesa pubblicazione del nuovo catalogo ragionato, cui Marc Restellini sta lavorando dalla seconda metà degli anni Novanta

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