Mobili come sculture monumentali nel volume di González-Palacios

La raccolta degli studi sul mobile romano dal Rinascimento al Barocco dello storico dell’arte cubano naturalizzato italiano

«La macchina di Polifemo e Galatea» (1670 ca), cassa del clavicembalo in legno dorato di Michele Todini, New York, Metropolitan Museum © The Crosby Brown Collection of Musical Instruments, 1889
Arabella Cifani |

Sfogliare l’ultimo libro di Alvar González-Palacios dedicato ai mobili romani significa passare in rassegna tutta la storia dell’Urbe, dal Rinascimento al Barocco, sotto forma di arredi. Dalla sobria eleganza delle opere del Cinquecento e del primo Seicento alla deflagrazione del mobile barocco postberniniano. L’imponente volume, stampato e illustrato con dovizia di immagini, è un omaggio dello studioso a Roma e alla sua grandezza in tutti i settori delle arti, comprese quelle che ci ostiniamo a chiamare decorative, quasi fossero di seconda serie.

Prima ancora di entrare nel merito dei singoli capitoli, si nota come sotto le mani degli abilissimi artisti che li hanno realizzati (non sempre famosi quanto meriterebbero) il legno sia stato plasmato, e con lui bronzi dorati, marmi e pietre dure, per costruire oggetti robusti, utili e al contempo elegantissimi: vere e proprie sculture, degne di stare in mezzo a una piazza tanto sono monumentali.

Nel volume emergono mobili paradigmatici come «La macchina di Polifemo e Galatea», clavicembalo progettato dal saluzzese Michele Todini (1616-89), dorato dal romano Basilio Onofri, scolpito dall’austriaco Johannes-Jacobus Reyff. Oggi è al Metropolitan di New York, ma era nelle collezioni Colonna e la cui sciagurata vendita nel XIX secolo «ancor ci offende», poiché Roma e l’Italia hanno perso un fondamentale tassello della storia dell’arte barocca. Sotto le mani del Reyff e di Onofri la materia ribelle, il legno duro e aspro, con tutte le sue vene e i suoi nodi, diventa docile e carezzevole.

Il lavoro di González-Palacios si è mosso fra ricerche d’archivio e analisi dirette delle varie famiglie di arredi attraverso i secoli: da quelli per Paolo V e per i Barberini all’attività di Bernini, ai quali si collegano e dai quali derivano mobili scultorei con le loro bizzarrie, sedie, letti, sgabelli e cornici. Si sonda il mondo degli ebanisti e quello degli autori di quei meravigliosi orologi notturni che Roma esportava in tutta Europa. Per González- Palacios l’apoteosi del Barocco si manifesta nel Palazzo Colonna, con i grandi tavoli in legno intagliato che ancora lo adornano. Sono tavoli con figure scolpite: schiavi, divinità, sirene, che si muovono, ondeggiano, serpeggiano, si contorcono, animati da una incredibile vitalità e che paiono pietrificati da un incantamento.

Per via della sua completezza il libro, molto ben scritto, è destinato a divenire un imprescindibile classico del settore. Una riflessione metodologica e profonda, che raccoglie, aggiorna e integra, con un approccio interdisciplinare, i molti studi già prodotti dall’autore sul tema e il suo pensiero su questo ramo dell’arte barocca che si muove fra metamorfosi, trasgressioni, invenzioni e artifici stupefacenti.

ll Mobile a Roma dal Rinascimento al Barocco,
di Alvar González-Palacios, 510 pp., 412 ill. col. e b/n, Ugo Bozzi Editore, Roma 2022, € 300

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