Migrazione oltre i cliché al MoCP di Chicago

Otto autori danno un volto ai dati dell'Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite: 68 milioni di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa nel 2018

Uno still da «The crossing», video di Shimon Attie
Monica Poggi |

Chicago (Stati Uniti). Tema cruciale della quotidianità politica e sociale di tutto il mondo, la migrazione è al centro della mostra aperta al MoCP dal 24 gennaio al 31 marzo. Da sempre gli uomini attraversano Stati e continenti nella speranza di una vita migliore, ma secondo i dati dell’Agenzia per i rifugiati delle Nazioni Unite nel solo 2018 circa 68 milioni di persone hanno dovuto abbandonare la propria casa. Ogni giorno in circa 44mila scappano da persecuzioni e conflitti.

Attraverso le ricerche di otto autori contemporanei, «Stateless: Views of Global Migration» cerca di dare un volto a questi numeri «sfidando la visione predominante nella narrazione della migrazione globale», afferma la curatrice Natasha Egan. Assieme a lavori tipicamente documentari, infatti, troviamo immagini più poetiche ed evocative.

Come le onde dell’oceano che si infrangono contro la barriera di separazione fra Stati
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