Miami non è solo Art Basel

Durante l’Art Week, oltre alle fiere più note, la città più dinamica della Florida ha in serbo mostre di qualità

0La struttura sulla spiaggia di Miami che ospita Untitled Art Fair. Cortesia di Untitled Art Fair
Elisa Carollo |  | Miami

Il mondo dell'arte torna nella ridente città della Florida meridionale per una delle settimane più intense nel calendario dell’arte delle Americhe, fra Art Basel, le fiere parallele e i sempre più numerosi eventi collaterali di arte, design e moda.

Quest’anno ad Art Basel Miami Beach presenziano ben 277 gallerie, tra veterane e 25 nuovi ingressi da ogni parte del mondo come Ortuzar Projects (New York), Silverlens (Manila, New York), Llano (Mexico City), Galerie Minsky (Parigi), Château Shatto (Los Angeles), Gypsum Gallery (Cairo), Deli Gallery (New York, Mexico City). Rimane forte la presenza italiana con nomi di tutto rispetto: Alfonso Artiaco, Cardi Gallery, Galleria Continua, MassimoDeCarlo, kaufmann repetto, Mazzoleni, Galleria Franco Noero, Lorcan O’Neill, Lia Rumma e Tornabuoni Art.

La fiera presenta un particolare focus sulla scena latina e caraibica, considerata anche la composizione demografica e culturale della città, mentre la sezione speciale «Meridians» a cura di Magalí Arriola, direttrice del Museo Tamayo Arte Contemporaneo di Città del Messico, ospita 19 progetti monumentali, che trascendono le dimensioni di un tradizionale stand.

Art Basel apre in preview vip il 6-7 dicembre e al pubblico dall’8 al 10 dicembre, preceduta da Untitled Art fair (6-10 dicembre) e NADA Art Fair (5-9 dicembre) che iniziano in concomitanza con Design Miami/ (6-10 dicembre), per gli appassionati della creatività funzionale.

Quest’anno Untitled Art Fair si presenta come la più diversificata sia a livello di espositori che di rappresentanza di genere: le gallerie, infatti, provengono da 38 paesi, con un’attenzione curatoriale per gli spazi al di fuori dei principali centri d’arte. Inoltre, si segnala la presenza di un focus tematico sull’inclusività («Gender Equality in the Arts»): si pensi che il 60% degli artisti presenti in fiera si identificano come donna o «non-binario».

Un focus sul digitale è presente anche questa volta: «Curating in the Digital Age» si propone di indagare come le pratiche curatoriali si stiano cambiando in un panorama in continua evoluzione tecnologica. Si registrano nuovi ingressi internazionali anche per NADA: la 21ma edizione presenta 140 gallerie, luoghi dell’arte e organizzazioni no-profit da oltre 50 città del mondo, tra cui San Juan, Parigi, Chicago, Memphis, Bruxelles e Pechino.

Ritorna «Curated Spotlight», una sezione speciale, in collaborazione con TD Bank, che mette in evidenza un gruppo di realtà che conferiscono un approccio dinamico e contemplativo alle proprie presentazioni. Il panorama di fiere presenti in città non si ferma qua ed è veramente ricco: CONTEXT Art Miami, Scope Miami Beach, Art Miami, Aqua Art Miami, Pinta Miami, INK MIAMI Art Fair, fra le altre. Da non sottovalutare poi le mostre offerte da istituzioni, tra pubblico e privato, e gallerie cittadine.

Fra queste: una rassegna dedicata a Mimmo Paladino affiancata a un dialogo tra Motherwell, Segal e Stella e un focus sulla fotografia di strada di Helen Levitt alla Margulies Collection at the Warehouse; personali di Anne Collier, Tau Lewis, Ahmed Morsie, Sasha Gordon e una retrospettiva su Charles Gaines (1992-2023) al The Institute of Contemporary Art, Miami (ICA Miami) e Carola Bravo al The Bass.

Al Pérez Art Museum Miami (PAMM) sono vari gli approfondimenti sui singoli artisti come Joan Didion, Madeleine Hunt-Ehrlich, Marcela Cantuária, Jason Seife e Gary Simmons che si affiancano ad una delle più grandi «Infinity Room» di Yayoi Kusama, visitabile sino ad aprile 2024.

© Riproduzione riservata
Calendario Mostre
Altri articoli di Elisa Carollo