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Mercato globale. Il report Art Basel/Ubs | 6

Parità di genere: passi avanti ma ancora molta strada da fare

Clare McAndrew, l'autrice del report di Art Basel

Negli ultimi anni si sono spese tante belle parole sulle artiste ma «i cambiamenti sono stati lenti e irregolari», spiega la McAndrew. Recentemente si sono fatti dei passi in avanti. Nel 2019, ad esempio, la rappresentanza delle artiste donne da parte delle gallerie del mercato primario è cresciuta dall’8% al 44% e la loro presenza nelle vendite dal 32% del 2018 al 40%. Tuttavia, per le gallerie che operano sul mercato secondario e trattano opere più storicizzate, la quota di artiste si è fermata al 23%, per un totale del 17% sulle vendite.

La disparità di genere è forse ancora più evidente in asta. Nel 2019 le opere delle artiste sono state appena il 7% dei lotti venduti e il 6% per valore. Solo il 7% di artisti con opere vendute sopra il milione di dollari sono donne, percentuale che scende al 5% per opere oltre i 10 milioni. I dati raccolti nelle fiere d’arte sono altrettanto preoccupanti: negli ultimi vent’anni c’è stato un incremento del 5% nella presenza di donne nella categoria degli artisti emergenti e del 6% in quella degli artisti già affermati.

Ma la percentuale di artiste presenti tra i top artist (il 2% del totale) è leggermente in calo rispetto al 1999. Guardando al futuro, Clare McAndrew prevede che il 2020 sarà «un anno difficile». Il coronavirus «avrà sicuramente un impatto; la cancellazione di Art Basel Hong Kong è una cosa grossa», afferma. Oltre a questo, le tariffe, le politiche più protezionistiche adottate da diversi Paesi e la questione della sostenibilità avranno un prezzo sul movimento di persone e opere d’arte.

Anny Shaw, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020



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