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Mercato globale. Il report Art Basel/Ubs | 3

A vincere questo round, per ora, sono i galleristi: il loro mercato è salito al 58%

La nuova sede della Pace Gallery a New York, aperta lo scorso settembre

L’ago della bilancia continua a pendere a favore dei galleristi. Il loro mercato, confrontato con quello delle case d’asta, è salito dal 4 al 58%, una tendenza destinata probabilmente a crescere nel 2020 ora che le gallerie Pace, Gagosian e Acquavella stanno vendendo la collezione di Donald B. Marron.

Le fiere d’arte restano un’importante fonte di reddito. Nel 2010 il 30% dei ricavi per i galleristi proveniva dalle fiere, una percentuale salita al 45% nel 2019, quando le vendite hanno raggiunto i 16,6 miliardi di dollari. Per la prima volta i galleristi hanno fornito dei dati, rivelando che il 15% delle vendite in fiera sono state concluse prima delle fiere (2,5 miliardi di dollari), il 64% durante (10,6 miliardi) e il 21% come diretta conseguenza della partecipazione (3,5 miliardi).

Per molti collezionisti le fiere sono diventate «la prima occasione di contatto» con una galleria, afferma la McAndrew. «È la loro introduzione al mercato dell’arte». In media, i collezionisti più facoltosi dichiarano di presenziare a 39 appuntamenti artistici ogni anno. Le fiere rappresentano sette di questi eventi, alla pari con le mostre in galleria.

Anny Shaw, da Il Giornale dell'Arte numero 497, aprile 2020



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