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Mercato globale. Il report Art Basel/Ubs | 1

Crollano la piazza cinese, britannica e statunitense, mentre quella francese sale

Lo stand di Tornabuoni Art alla scorsa edizione  di Art Basel. © Art Basel

Basilea (Svizzera). «È stato un anno complicato ma non disastroso», afferma l’economista della cultura Clare McAndrew, autrice della quarta edizione del Global Art Market Report, pubblicato il 5 marzo da Art Basel e Ubs. La guerra dei dazi tra gli Stati Uniti e la Cina, i disordini politici di Hong Kong e la lunga vicenda della Brexit hanno contribuito a una flessione del 5% nel mercato dell’arte globale, che nel 2019 ha totalizzato 64,1 miliardi di dollari. Nel complesso il mercato britannico, che costituisce il 20% delle vendite totali (12,7 miliardi di dollari), è crollato del 9%. I galleristi inglesi riferiscono un calo delle entrate del 4%, mentre il mercato delle aste è sprofondato del 20% a quota 4,3 miliardi di dollari.

Quello francese, l’unico tra i principali mercati con segno positivo nel 2019, è riuscito a mettere una pezza: le vendite sono salite del 7%, per un totale di 4,2 miliardi di dollari, facendo crescere la quota globale francese dal 6 al 7%. Le vendite in asta sono aumentate del 16% a più di 1,6 miliardi di dollari. Sia i mercanti sia le case d’asta hanno registrato un certo movimento dal Regno Unito a Parigi e Amsterdam, una «mossa preventiva», spiega la McAndrew, a causa delle incertezze legate alla Brexit. Se la crescita del mercato francese proseguirà è oggetto di dibattito; come evidenzia il report, l’eccessiva burocrazia e la complessità fiscale restano un ostacolo alla crescita in Francia.

Se il mercato cinese nel 2020 è stato segnato dall’epidemia di coronavirus, il 2019, secondo il report, è stato compromesso dalla «escalation della protesta politica che ha ridotto il numero di visitatori internazionali e ha creato ansia nella regione». Le vendite in asta nella Cina continentale sono scese del 9%, mentre a Hong Kong questa flessione è stata addirittura del 25%. Nel complesso il mercato cinese è crollato del 10% a quota 11,7 miliardi di dollari, mentre quello statunitense, da sempre predominante, ha registrato un calo del 5% a 28,3 miliardi.

Anny Shaw, da Il Giornale dell'Arte numero 407, aprile 2020



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