Meraviglie dal SUDAN | 8. Master Chef Sudan

Il taccuino di viaggio di Francesco Tiradritti

Venditore di zalabya. Foto: Francesco Tiradritti
Francesco Tiradritti |

ATTENZIONE: il testo che segue potrebbe urtare la vostra sensibilità (soprattutto se girate il mondo con un biglietto in tasca sul quale è scritto «Pollo e patatine fritte» nella lingua locale).

Nell’attesa che le pizze del ristorante «Al-Tayebat» di Karima siano pronte mi prendo una pausa e dedico un po’ di questo spazio a parlare di cibo. Lo faccio citando un’autorità in materia: Pellegrino Artusi. Nell’introduzione del suo La scienza in cucina e l'arte di mangiar bene il grande Artusi consiglia: «Avvezzatevi a mangiare d'ogni cosa se non volete divenire incresciosi alla famiglia».

Ecco. Questo prezioso suggerimento è anche quello che mi sento di dare a tutti coloro che hanno intenzione di affrontare un viaggio in Sudan dove di regola «si mangia quello che passa il convento». Mi si potrebbe obiettare a ragione che qui non vi sono conventi. Vero, ma il senso della frase è
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(l'articolo integrale è disponibile nell'edizione su carta)

© Riproduzione riservata Colazione a base di pesce, peperoni e ful medames. Foto: Francesco Tiradritti
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