Massimo De Carlo: «Sopravvivere a Cattelan»

Michela Moro |  | Milano

«“Bound to Fail”, destinato a fallire, è un titolo cool ma pretestuoso, frutto di una legittima operazione di marketing da parte di una casa d’aste, che rientra nel panorama noto del mercato: collezionisti che vendono ad altri collezionisti eccitati nel momento in cui possono comprare opere che si pensano da riscoprire»: questa è la prima reazione di Massimo De Carlo, figura di rilievo tra i galleristi italiani e profondo conoscitore del lavoro di Maurizio Cattelan, del quale dal 1993 ha esposto le opere nella sua galleria milanese (il gallerista è protagonista dell’opera «A Perfect Day», 1999, dello stesso Cattelan).

L’asta di Christie’s, che si terrà l’8 maggio a New York e che ha per titolo «Bound to Fail», offre 39 lotti molto speciali, tra cui «Him», il piccolo Hitler in preghiera che proviene dalla collezione di David Ganek, tycoon dell’alta finanza newyorkese: lavoro acquistato alla Galleria De
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