Maria Lai a Nuoro: una vitalità non accademica

Una ricerca di respiro internazionale riconduce alla misura di un mondo fatto di affetti e segni tutti isolani

«Controcanto» (1999) di Maria Lai © Courtesy Archivio Maria Lai by SIAE 2022
Elena Franzoia |  | Nuoro

Centro espositivo e di produzione artistica e culturale inaugurato nel dicembre 2019 dall’omonima casa editrice, lo Spazio Ilisso ospita fino al 27 novembre «Maria Lai. Dall’informale all’opera corale». Mirata a presentare le opere più significative dell’artista-filosofa sganciandola «dai consueti e troppo spesso ricorrenti aspetti aneddotici, agiografici e favolistici», la mostra nasce dalla sinergia con Archivio Maria Lai e Fondazione Maria Lai di Lanusei, Stazione dell’Arte di Ulassai e Magazzino Italian Art Foundation di New York.

Cura mostra e catalogo Elena Pontiggia, autrice della monografia pubblicata da Ilisso nel 2017, che afferma: «Uno dei motivi di fascino dell’opera di Maria Lai è la capacità di interpretare le ricerche del suo tempo traducendole e riportandole al suo mondo, all’eredità di segni e affetti che l’Isola le ha lasciato. Per questo la protagonista di questa mostra è un’artista internazionale, pur rimanendo un’artista sarda».

E ancora: «Le sue innovazioni espressive (il passaggio dalla pittura al concettualismo attraverso la tela cucita; l’uso di materiali non tradizionali come il pane; l’opera corale e collettiva) non sono mai dettate da preoccupazioni esclusivamente stilistiche, ma dal desiderio di capire e far capire. E il suo ripetere “io gioco” non indicava un passatempo salottiero, un divertimento fine a sé stesso, ma nasceva dalla vitalità non accademica del suo pensiero». Settanta opere realizzate in 40 anni di ricerca si dipanano in un percorso, allestito da Antonello Cuccu, che guida il visitatore da «Polimaterico in rosso» (1964) ai celebri Telai, fino ai «libri cuciti» e alle «mappe» d’ispirazione leonardesca degli anni ’80.

La fondamentale e pionieristica opera performativa relazionale «Legarsi alla montagna», che nel 1981 coinvolse l’intera cittadinanza e il centro abitato di Ulassai, è protagonista dell’ultima sala. Si conclude invece il 15 luglio «L’arte di tessere la libertà. Maria Lai Incontra la Biblioteca Apostolica Vaticana». Al centro della mostra, prima dedicata in Vaticano all’artista, i temi per Lai fondamentali del libro e della scrittura relazionati all’insigne patrimonio custodito da questo luogo d’eccezione.

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